Vorreste che vi spiegassi perché.
Sì, vorreste un motivo, voi: e potrei anche trovarvelo, se lo volessi, potrei
mettere in parole quello che in secoli e millenni milioni di scrittori e poeti
hanno cercato anche solo di descrivere nei suoi sintomi. Non credo ce la farei,
non credo sarebbe umanamente possibile, non so neppure se in quel caso,
finalmente, mi credereste.
Perché c'è un motivo per cui non ve lo dico.
Ed è questo.
Voi.. schifosi avvoltoi, fiere grondanti sangue dai nerissimi denti, voi non vi
saziereste. Oh, no, non voi: voi lo.. *usereste*.
Con quella vostra inaudita aria di sufficienza, aria di disprezzo, aria di odio,
aria di paradossale gelosia, voi usereste ogni mia frase, la centellinereste, la
disintegrereste per poi cristallizzarla in qualcosa di diverso, delle briciole
ricomposte a formare un'altra statua di pasta di pane, razza di iene, voi non
ascoltereste.
Mai, mai, mai: semplicemente la utilizzereste per farla sembrare una cosa
ridicola, comprimereste ogni parola fino a far diventare i suoi importanza e
significato di una grandezza infinitesimale, di un'espressione quasi falsa, di
un'intensità oserei dire palesemente ostentata.
Questo non perché non capiate. Non perché non sappiate.
Ma semplicemente non l'accettate, vero?
Il fatto io sia innamorata.. proprio non vi piace, non è così? Lo so.
Non so se davvero voi consideriate di un livello davvero così basso l'amore che
gli porto, ma.. se fingete, sappiate che recitate così bene da farmi desiderare
la vostra morte.
No, no, dannati animali, non sto bene con lui perché non fa che assecondarmi.
Cristo, credo di non aver mai trovato qualcuno con cui litigo così tanto,
eppure lo amo, sapete?, e probabilmente lui ama me.
Vi sembra impossibile, vero? Vi sembra impossibile che io possa amare qualcuno
ed esserci felice se non unicamente perché ha così poco carattere da dire di sì
a qualunque mia parola.
Vi sembra impossibile che qualcuno possa amare me al di là del volto di
porcellana che mi vede intelligente, altera, intoccabile e inscalfibile.
Effettivamente, dato che con due simili orchi ho vissuto così tanto,
inizialmente questo fatto mi spiazzava un po', davvero.
Nel camerino della mia anima cenerizzata tenevo una schiera d'abiti d'ogni
tessuto e colore. Li accarezzavo incantata e in quel freddo tossico mi stringevo
le braccia addosso.. quando lui di colpo ha aperto quella porta, perché non
pensavo con lui servisse chiuderla a chiave. Non sapevo nemmeno che era lì
dietro pronto a spalancarla quando avesse sentito i miei denti battere per il
freddo.
Quell'amabile pellegrino entrò e stringendomi la mano si presentò, con quella
valigia appresso, quella con un grosso cuore rosso, lucido, impresso sopra. A
fuoco.
Avreste voluto, vero, che io lo scacciassi con malagrazia, dato che facevo così
anche con voi.. non è forse vero?..
E invece no. Pensate, gli ho affidato la chiave di quella stanzetta buia e
lorda, e voi, anche se cercate costantemente di entrare prendendo a calci la
porta e urlandomi da dietro lo stipite, non entrerete mai.
Quella porta è di un materiale magico.. più viene colpita, e più resistente
diventa.
Ah-ah.
Vi siete fottuti.
Non vedrete mai le ragnatele abbaglianti che hanno ricoperto gli angoli della
stanza.
Non vedrete mai le finestre serrate e i balconi con il lucchetto.
Non vedrete mai le pareti ammuffite e gli schizzi di sangue.
Non vedrete mai quel vaso di fiori che vi posa il gentile straniero
ogniqualvolta viene a fare visita, e m'aiuta a disfarmi dei vestiti più inutili
e di pulire un po' quella stanza.
E, sapete?
Credo sarà quell'uomo a far tornare i pavimenti splendenti, le pareti rosate,
l'aria luminosa, l'ossigeno libero, il panorama fuori intrecciato di vegetazioni
scintillanti.
Ora io quella finestra voglio spalancarla e correre tra quei boschi fioriti, lo
sapete questo..?
Non so di chi pensiate sia il merito, qui, certamente avete la piena
consapevolezza non sia vostro. Perché quelle poche volte che la porta non ha
retto e per salvarsi ha dovuto aprirsi, voi avete gettato oggetti contundenti
contro i muri, sputato per terra, preso a calci le pareti sporcandole,
preoccupandovi solo di non sporcare quel magnifico vestiario che sfoggiavo con
un orgoglio che andava via via affievolendosi.
Conservavo un rubino sotto una piastrella e non ve ne siete accorti.
Quel gentiluomo sconosciuto sentiva il suo bagliore sotto la terra che piano
calpestava, curandosi di non lasciare impronte troppo profonde, per non far
franare quel pavimento fragile sotto la laccatura d'acciaio.
Non disse mai nulla. Non mi chiese se poteva vederlo.
Ma io lo presi in mano e lo misi tra le sue, traboccante di fiducia.
.. beh..
Quella gemma è ancora lì, tra quelle dita morbide e tiepide, e ora rifulge in
modo così vivido che a volte ne sono spaventata.
Ora ve ne siete accorti che c'era, vero?
Ora la vorreste vedere anche voi quella bella pietra, giusto?
Bene; il vostro sguardo non la sfiorerà nemmeno per errore.
L'avete capito.. è questo il problema.. e avete deciso che se non l'avrete voi,
quella pietra che volete ora tener nascosta, non deve averla nessuno.
Quante volte avete cercarlo di sottrarla dalle dolci mani del povero viandante.
Quante, quante volte avete minacciato l'attrice di toglierla dalla custodia di
quello ch'era, per loro, o forse no ma era bene farmelo credere, un semplice
viaggiatore, che poteva lasciarla cadere a terra e farla scivolare giù da un
pendio, da una collina di un'erba troppo alta per poterla ritrovare, dicendo che
non splendeva abbastanza, che si sarebbe spenta e che non era nemmeno così
luminosa, svalutandola per potermela sottrarre, per POTERCELA sottrarre.
Sappiate demoni che non l'avrete. Non l'avrete mai il rubino del mio cuore.
Potete drappeggiarmi gli abiti di freddi
turchesi, mediocri ametiste, diamanti trasparenti e opali bugiardi.
Ma lo smeraldo che lui mi ha regalato, e che conservo ora tra i miei seni,
quello è un sogno che può essere rincorso.
E' vera essenza di speranza.
Non come quelle folli illusioni che luccicavano di colori troppo forti.
Stupidi; non mi avrete mai.
"-.. mi chiedo come possa essere stato così fortunato..
-.. però.. io sono tua.."
Diavoli. Tuonate pure le vostre fiamme marce.
Alzate i vostri tridenti ardenti di morte fino alla superficie ove io cammino.
Bucatemi i piedi se riuscite.. e non ci riuscirete.. perché dovreste bucarmi le
ali.
.. no, non bucarle, voi dovreste POLVERIZZARLE.
Peggio.
Dovreste togliermele.
Perché un buco lui può riempirlo, i pezzi può rimetterli assieme, i granelli
può ricomporli.
E sapete cosa..? Credo possa farmele ricrescere.
SI', anche quei piumaggi multicolori, iridescenti e così brillanti che
sembravano mare nell'aurora.
PUO'.
Eccome se può.
Dunque arrendetevi, bestie infami, continuate a strisciare nelle vostre cupe
foreste, continuate a ringhiare contro cerbiatti più spaventati e con occhi
meno profondi.
Non mi spaventate, capito..?
Non spaventate nessuno.
Non mi influenzate,
non mi impaurite,
non mi piacete,
non mi interessate,
NON MI FARETE MAI SMETTERE DI AMARLO.
Creature senza brezze di sentimento, esseri vuoti circondati da orizzonti.
Atomi incapaci di cavalcare le nostre onde, ma solo travolti miseramente.
Ed è questa la fine che farete.
Noi resisteremo, sapete?
Noi andremo avanti fino alla fine.
Noi lotteremo, magari a volte ci sembrerà di soffocare, magari ci scontreremo
con altri abitanti di questo mare profondissimo, magari andremo troppo in là
tra i fondali, magari ci impiglieremo tra le alghe e ci graffieremo sui coralli,
può essere che qualche squalo cercherà d'inghiottirci, che dovremo fuggire di
fronte alla maestosità di una balena bianca troppo enorme.
Ma può darsi anche che avremo delfini come destrieri, che cammineremo
sull'acqua quando saremo mano nella mano, che scivoleremo solo e per sempre sul
dorso di queste acque tiepide o fresche, che le correnti non saranno troppo
forti, che i raggi di sole ci abbronzeranno i visi rendendoci più forti, forse
non tutto è perduto qui, forse non riuscirete a farci affogare.
.. no..
No, non ce la farete.
Non potete separarci.
Non finché il mio cuore batterà nel suo petto, non finché il suo pulserà così
forte nel mio, e a volte mi sembra possa sfondarlo, a volte sono scossa da cima
a fondo da quell'intensità, a volte vorrei piangere, piangere al posto suo.
Finché esisteranno questi nostri scambi di lacrime, non riuscirete a vedere le
mie.
Non riuscirete a rubarmele strappandomele dal volto come avete sempre fatto,
strangolando i miei occhi.
Hah! Illusi, credete forse di vivere a lungo?
Mi fate pena, siete già morti.
Morti sepolti e senza un fiore secco ch'io posi sulla vostra lapide intonsa.
Carnefici impuniti, saremo noi a bucare il tempo e surclassare le primavere.
Voi potrete soltanto starci a guardare, e il mio unico rimpianto è che non
potrete farlo a lungo, che voi sarete ciechi prima o poi.
I nostri occhi puri vedono soltanto il nostro amore.
Non pensate di farci uscire da quella stanzetta in cui ci siamo chiusi.. è solo
quel bellissimo prato il posto ove vogliamo volgere lo sguardo a quel manto
azzurro, sgombro da quelle nubi gonfie di cui avete fucilato i vostri cieli.
Non trafiggerete anche noi, non ci crocifiggerete più.
Noi.. noi siamo già risorti.