"Kuina... non riesco a dormire...

Non... riesco... non riesco a chiudere gli occhi... hanno troppe lacrime!"

....

Non ti posso neanche chiedere disperato... PERCHE'?!

PERCHE', *** PORCO, PERCHE' CAZZO DOVEVI AMMAZZARTI?! ERI COMUNQUE SEMPRE LA MIGLIORE!!!

Non mi rimproverare perché da quando ho nove anni bestemmio: che pretendi, che ringrazi il cielo per avermi tolto un'amica... un modello... uno scopo... e tutto il resto che tu rappresentavi per me?

Ma dimmi solo che motivo c'era di morire... caduta dalle scale?! Ma per favore... si capiva bene che il tuo orgoglio era più forte di tutto... perfino di quelle lacrime che ti inondavano il viso... grandi com'erano! Sembrava volessero mangiarti.

Tu invece sei rimasta intera... intera, Kuina... ma non qui...

E io che ero abituato a sentire ogni notte sibili di spade... non sospettavo nemmeno fossi tu... e quando non l'ho sentito più, ho saputo cos'avevo perso...

...

... tutto....

Chissà, magari un giorno, quando saremmo stati più grandi, su quel seno che ti cresceva avrei potuto posare le mie labbra esigenti... perché lo sono, Kuina... nella pausa tra una taglia e l'altra, Dio solo conosce il numero delle troie con cui ho scopato notti intere in quartieri di merda... troie che potevano illudermi d'essere te... per un secondo... o forse due...

Ma non ti preoccupare; non reggeva, sapevo bene che non eri tu quella che mi offriva generosamente le sue curve e un paio di belle gambe aperte... quella che mi concedeva di darmi pace un attimo... di sfogare su lei la mia smania di ferire... penetrandola con forza inaudita, come una spada...

Urlavano, Kuina... forte... di piacere o dolore, questo non lo so; forse di entrambe, ma ti posso assicurare che il cacciatore di taglie dalle tre spade ha la stessa fama a letto di quella che ha come professionista del suo mestiere...

 

Non so se sia il caso di raccontare a una martire certe cose... una santa undicenne per sempre... quando t'incontrerò lassù, che aspetto avrai? Anche se morissi adesso... verresti incontro a un quasi ventenne con gli occhi da assassino, tu, piccola e pura come hai deciso d'essere per l'eternità? Con quel petto poco più che piatto? Lo faresti?

...

... non sono nemmeno domande da porsi... io in Paradiso lì con te? La mia frase si commenta da sola... se poi ti è arrivato il mio nome come desideravo, sono certo sia accompagnato da un marchio a fuoco: PECCATORE...

Sì, io vado giù per questa volta... chissà nella prossima vita cosa sarò, Kuina... chissà chi sarai tu... e se ci rincontreremo...

Come la notte in cui tu fosti seppellita, ancora, nella mia minuscola barca che mi serve a spostarmi e all'occorrenza nascondere qualche cadavere, non riesco ad addormentarmi, perché le lacrime son troppe.. lacrime per te... ma soprattutto per me...

Me... che vedo costretto a passar la notte con una carcassa in decomposizione perché se mi muovessi da questo punto in mezzo al mare sarei catturato dalla marina e ucciso... me, che osservo morendo di paura il corpo esangue che giace accanto al mio... me, che so di non poter gettare in mare quel dannato pirata squarciato, poiché è opera mia... me, che per l'ennesima volta si rende conto di quel che ha fatto per riuscire a tirare avanti un'altra merda di giorno...

Vedi come mi sono ridotto, Kuina... volevo arrivare al cielo e sono più in basso dell'inferno...

 

Getto il corpo dalla barca, pulendo i residui di sangue raggelato... fa freddo... nevica...

Io ho addosso solo quella maglietta e quei pantaloni che mi tengo da due settimane; strappati, logorati, insanguinati, e devono puzzare anche.. odore di morte, e di rovina... però non sento molto freddo, sai, perché ormai ci sono abituato; ma nel mio cuore nevica più che fuori, cadono anzi aghi di ghiaccio, mi pungono... credo... mi stiano uccidendo...

E' il tuo ricordo...

Il ricordo di bianco che mi divora... le tue ali, come petali di rosa... e quante, quante spine ti torturavano la schiena ogniqualvolta t'alzavi in volo... qual supplizio anche per me... e ti sei costretta a rinunciare...

Capisco...

Sì, ti capisco... ma non sperare l'accetti....

Mi sembra ancora di sentirlo: klang, klang... sembrava una serenata... a quei tempi, sì, che il sonno mi era fraterno...

Vorrei tanto.. davvero... poter chiudere gli occhi... ma non posso... non sono in un morbido futon in una casetta in mezzo a una campagna, con la dolce ninnananna di uno spadaccino di cui non conoscevo l'identità e che eppure era lì da sempre cullare i miei sogni... eri come una fatina con la sua bacchetta magica... la tua spada riluceva e cantava... da essa, scaturivano mille melodie, una diversa per ogni tuo movimento danzante... e io non ballo più... io solamente cado... sempre più giù...

Non credo di risalire... a meno che tu, magari solo per questa notte, torni ad abbracciarmi tra le nuvole ripetendomi che tutto va bene... tutto va bene... anche se precipitiamo rovinosamente al suolo... tutto va bene... stavolta Kuina, sono disposto a mettere il mio corpo come scudo... ti proteggo io, lo giuro... non riuscirai a piangere di nuovo, solo a cantare ancora...