Ci stavo riflettendo.
Ci stavo riflettendo, Nami.
Sì sì, rifletto proprio.
Io? Proprio io?
Eccome. Antipaticaaa!
Pensavo a Bibi. Penso che mi manca. Tanto, sì.
Poi pensavo un po' a te.
Pensavo che lei è piccola.
Piccola davvero.
Era una bambina, era un po' scema, era una macchietta e anche dolce.
Mi assomigliava.
Poi ho pensato anche a Kosa.
A lui pensavo da quando mi ha detto che amava il suo paese.
Il suo paese.
Anche lui amava il suo paese.
Però lui era diverso.
Lui era maturo. Era serio, era razionale, ma era anche impetuoso.
Anche noi siamo così, vero?
Vero?
Perché ti ho vista, sai, quando ero triste.
Sembravi più triste di me.
Nami, non ti preoccupare!
A me i tuoi capelli piacciono di più.
Perché hanno quel bel colore.
E' più vivo.
E' più brillante.
E poi brucia, vero?
Una volta avevo paura a toccarli per paura che mi scottassero, perfino!
Mentre in realtà sono solo tanto caldi. Tanto caldi.
Una volta ti ho guardata dormire. Solo guardata. Mi sono seduto e ti ho
guardata.
Beh, non hai idea di quanto sembri diversa!
Tu dici sempre che non vuoi che ti vediamo dormire.
Sai, forse l'ho capito il perché.
Magari è perché sembri più piccola.
Un po' più indifesa.
Tranquilla.
Assomigli di più a Nami, ecco.
Mi piacevi fin da subito.
Pensavo che eri bella.
Quando ti ho incontrata, ho pensato che eri proprio bella.
E poi ho pensato che tu fossi cattiva.
Ma subito dopo ho anche pensato che tu fossi triste. Tanto triste.
Mentre dormivi infatti non sorridevi.
Strano perché delle volte ridi quasi più forte di me.
Ed è strano, sai. Non sembri mica Nami così.
Forse lo sembri un po' di più quando ti metti a urlarci contro e ce ne dici di
tutti i colori.
Però neanche così mi convinci tanto.
Quando dormi riesco a vederti meglio.
Anche se c'è buio.
Tanto io posso aprire la finestra e la luce entra un po'.
Ricorda che c'è sempre una finestra, Nami. Sempre.
E se non ci sarà, sai cosa?? Tirerò un calcio al muro e farò una finestra io.
Oppure butto anche giù le pareti! Lo faccio, sai?? Se me lo chiedi lo faccio.
E anche se non me lo chiedi. Tanto lo capisco.
Posso svegliare le stelle in qualsiasi notte, se la luce per te è troppo forte.
E poi da sola fai più luce, tu!
Quando entro in una stanza c'è come un punto luminoso. Mi giro, e vedo sempre i
tuoi capelli. Sempre!
Anche se è notte, e nessuno dei due riesce a dormire, e io vado a mangiare
qualcosa e tu bevi qualcosa.
Fai luce.
Anche se stai bevendo qualcosa di troppo caldo con quegli occhi insopportabili.
Sì sì, proprio insopportabili!
Mi dà fastidio vedere che guardi la tazza con quella faccia lì.
Con la bocca all'ingiù e gli occhi rossi e le borse sotto di loro.
Anche se la mattina dopo sei come al solito, e sei perfetta e sorridi, o gridi
come un'aquila maestosa.
Mi ricordo tutto, io.
Anche se poi mi addormento, io ti sogno.
Così fino alla mattina mi resta in mente.
E anche tutto il giorno.
E la notte dopo.
Quasi sempre, direi.
E quando tu volevi fare tutto da sola come volevi tu... e quando lo voleva fare
Bibi..
.. mah.. era diverso...
Tu.. tu eri da sola di più.
Lei era una testarda.
Tu eri una ragazza triste e basta.
Lei volevo prenderla a pugni.
E tu.. beh, avrei preso a pugni anche il mondo. L'avrei anche spaccato.
Le sue lacrime non mi facevano niente, perché erano tante. E le venivano così.
Le tue invece mi facevano paura, perché non escono mai, e avevo voglia di
piangere anch'io.
Lei un po' mi annoiava, perché era tranquilla.
Con te non mi succede, perché sei terribile! E mi diverti tanto.
Non è che mi fai ridere.
E' che con te posso fare lo scemo e divertirmi a vederti arrabbiata. Tanto è
solo per finta, tanto ti diverti più di me, vero??
Non devi essere triste, se vedi che sono triste per lei.
Non sono triste perché lei è rimasta con Kosa.
Solo perché lei è rimasta.
Se l'avessi voluta davvero, avrei fatto come con te! Tu non potevi rimanere lì,
chiunque ci fosse!
Non mi interessa di averti salvato, come non mi è interessato che lei venisse
con noi per gratitudine.
Potevi anche non dirmi "grazie". Io ti volevo lo stesso, cosa credi??
E poi ricordati che di te mi fidavo, di lei non mi sono fidato.
Perché, mi chiedi?
Ah, boh. Non lo so perché. Non è che lei non sia affidabile; è che quando mi
affeziono mi fido della persona a cui mi..
.. che frase ingarbugliata! Intendevo che mi fido di chi mi fido.. no.. mi fido
di chi..
Insomma, se voglio bene a qualcuno mi fido di più di lui, ecco!
E di te mi fidavo del tutto, Nami!
Poi chi mi pungeva con lo spillo? Chi mi metteva la testa sott'acqua? Chi mi
prendeva a sberle?
Chi ci riusciva a farlo senza farmi male? Perché tu non volevi farmi male.
Non è vero che sei solo un problema, Nami!
Non hai colpa se è toccato a te pensare a tutti!
Hai fatto così tanto.
Perché vuoi punire te?
Perché quel pugnale non l'hai infilato nella schiena di Arlong?
Ma ci pensi a me, uffa?
Quando ti ho vista non sapevo mica più cosa fare, sai.
Ed è un problema! Io devo essere pronto a tutto!
E cosa mi vedo? Un'amica che si pugnala la spalla.
Sei scema, sai? Sei proprio scema.
Avrei voluto prenderti per il bavero come ho fatto con Sanji quando voleva
sacrificarsi per niente. O prenderti a pugni come con Bibi quando voleva fare di
testa sua e non concludere niente.
Ma come facevo? Se eri tu che ti facevi male più di tutti, e per qualcosa a cui
non dovevi nemmeno pensare?
Nami, ci sono io. Io ci sarò sempre, non vado via, senza di te non navigherò
mai. La Going Merry ha bisogno della stella del Nord per orientarsi, no?
Stesso io. Solo che non sei solo a Nord, tu, sei da tutte le parti.
Ultimamente sì.
Quando guardo fuori dalla cabina, o penso, o guardo le nuvole, o sto sulla
polena e guardo il mare.
Il rosso a cui pensavo inizia a diventare un bel color arancio. Che strano!
Anche il mare sembra arancio, se socchiudo gli occhi.
Mi piace. E poi se è il tramonto è ancora più vero, sì.
E così quando lo vedo mi viene da chiedermi che stai facendo.
Buffo! Perché dovrebbe interessarmi? Cioè, mi interessa quel che fai, però
non è una curiosità, è più un bisogno.
Non me lo chiedo, proprio inizio a immaginarmelo.
Perché ti vorrei più vicina, ecco.
Sì, vorrei capire quel che fai, e perché lo fai, e come e quando e dove.
Così mi sembreresti più.. non so.. forse capirei di più e saresti più.. come
si dice? "Parte di me", dice sempre Sanji.
Già, intendevo quello.
Anche se dirlo è un po' strano, perché io sono io, e tu sei tu, e dobbiamo
rimanere così.
Però più vicino a me ti vorrei, sì. Perché in fondo non sei tanto più alta
di me. E quei capelli sono tanto lisci e lucidi. E quel viso è piccolo. E
quella pelle è rosa.
Ma non normalmente! Di più. Più lisci e più rossi degli altri capelli, più
piccolo e carino degli altri visi, più rosa e più bella delle altre pelli.
Come se chiamassero me. Me, proprio me. Come se ti avessero fatta apposta per
piacere proprio a *me*.
Uffa, non sono bravo a spiegarmi! Però tu sei intelligente, tu capisci lo
stesso.
Io sono diverso. Ho i capelli sempre spettinati, un viso scemo e la mia pelle è
sempre piena di qualche ematoma o graffio.
Però vedo anche i tuoi, di graffi. Quel taglio enorme sulla spalla.
Ecco, è quello!
E' quello che vorrei toccare, ma quando qualcun altro ti sfiora per sbaglio tu
gli urli dietro che ti fa male! E non voglio, neanche per sbaglio.
Devo guardarti bene il viso, per capire se mi lasci. Poi se lui mi dice che
posso lo faccio. Non ho più paura che se ti tocco mi scotto.
Quando ti senti bruciare, Nami, perché la prima che scotti sei tu..
.. puoi venire da me. Ti aiuto io, io le mani le ho sempre belle fresche, se te
le metto sulle guance magari ti senti meglio. E io anche!
Ok? Facciamo così?
Magari un giorno te lo dico.
Adesso ti sei chiusa in cabina ma prima o poi verrai fuori, altrimenti vengo io!
Faccio piano, tranquilla. Però sorrido, così tu la smetti di essere sempre
triste.
.. eh sì.
Non dire di no!
SEMPRE, Nami.
Sei come Zoro. Come lui. Mi fate rabbia, e quasi intristite anche me.
Qualcuno deve ridere, no? Non sempre, perché quando esagero tu me lo fai capire
subito!, però qualche volta sì.
Metà delle volte, penso.
Metà e metà.
Magari un giorno io la smetto di ridere sempre e tu di stare sempre col muso.
Magari un giorno sorridiamo tutti e due, ma assieme. Nello stesso momento. Senza
esagerare.
Sarebbe bello, vero?
A me piacerebbe tanto. Forse anche a te.
Mi piace pensarci guardandoti, mentre tu non ci fai caso. Vedere come ti muovi,
e la curiosità di sapere a che pensi.
Non preoccuparti.
Io penso alla mia navigatrice.
La.. *mia* navigatrice.
Nami, ricordatelo questo.
Puoi andare ovunque.
In qualunque posto tu voglia.
Quando vuoi, davvero.
E puoi fare qualsiasi cosa.
Pentirtene, compiacertene, ridere, piangere, urlare, tacere.
In qualunque momento.
Puoi pensare a tutte le cose che vuoi.
Belle, brutte, terribili, stupende, insulse.
Tu.. puoi essere la Nami che preferisci.
Sì, ma ricordatelo, ricordatelo questo.. che
tu sei mia.
Mia mia mia, di nessun altro.
Perché sono l'unico ad aver visto che i tuoi occhi non sono castani. Sono di un
grigio-azzurro come il vetro.
Ho guardato bene oltre quel vetro, Nami, se l'avessi anch'io non me ne sarei
accorto, ma..
.. la tua anima, ecco..
.. quella è mia.
Adesso sì.. adesso sì che posso dire che sei la *mia* navigatrice, lo urlerò
più forte ancora, Nami, dalla cima del mondo stavolta.
E, scommettiamo? Tu sarai lassù con me...