Vorrei uno stato orgasmico.
L'ho letto da qualche parte, molto tempo fa, o magari me lo sono inventato.
Comunque, sono sicuro di averlo letto.
Nell'articolo di quello stupido giornale da quarantenni casalinghe, ho letto un
articolo sugli orgasmi femminili. E ce n'erano di tre tipi.
Nel primo, abbastanza sfigato per la verità, la donna raggiunge un solo
orgasmo, inoltre faticosamente. Il che mi mosse pure a compassione.
Nel secondo, la donna raggiunge anche tre orgasmi consecutivi, di intensità
piuttosto alta.
Nel terzo, invece, la donna raggiunge uno stato orgasmico. Il che
significa che per una quantità di secondi, ora non ricordo esattamente quanti,
lei vive l'estasi. Un orgasmo prolungato, esteso, dilatato.
Ecco, è esattamente questo che vorrei.
Una manciata di secondi in più con lo stesso dispendio d'energie. Sarebbe
bastato nascere donna.
Chissà se fossi nato donna, se assomiglierei a Nanasan? Forse, se fossi nato
donna, sarebbe ancora peggio. Forse, sul viso di una donna, i piercings sembrano
ancora più grotteschi che sul mio. Mah.
Ad ogni modo, non mi sembra d'aver mai conosciuto una donna capace di arrivare
allo stato orgasmico. Magari è una favoletta, o magari me lo sono inventato io,
chi lo sa. Fatto sta che tutte quelle che ho conosciuto (e sono tante davvero,
eh) sono arrivate massimo a due. Impegnandomi. E mi impegno davvero.
Sì, beh, a volte mi chiedo se sia possibile farle venire come si deve, perché
alcune sono dei tali cessi. Mi sembra perfino impossibile che delle ragazze del
genere funzionino esattamente allo stesso modo di quelle fighe! Ok, lì son
tutte uguali, ma mi sembra che nelle belle ragazze ci sia qualcosa di più..
lindo. Vellutato. Non lo so, mi danno un'impressione di maggior pulizia, come se
quelle brutte, assieme a una mancata pulizia per le loro imperfezioni, non
abbiano nemmeno attuato una pulizia per la propria intimità. Sarò scemo.
Allo stesso modo, mi sembra che le ragazze più belle vengano in un modo più
vero. Non saprei.. come se loro fossero predisposte per farlo, fosse loro
concesso con tanto di grazia celeste, mentre alle altre.. beh.. fosse concesso,
ma solo per parità di diritti in quanto esponenti del sesso femminile. Chissà
perché. Forse associo la bellezza fisica a quella delle sensazioni? .. dove
l'ho sentita 'sta frase? Di sicuro non è farina del mio sacco, me l'avrà detta
Hachi, boh, non m'interessa.
Ad ogni modo, belle, brutte o che altro, nessuna è mai venuta così
intensamente. Vorrei esserne capace. Forse giusto per guadagnare qualche yen in
più, o per pura soddisfazione personale.
Mi sembra d'immaginare Hachi, se pronunciassi una frase del genere. Mi sembra di
vederla spalancare gli occhi, lacrimare come un rubinetto rotto e, con le mani
sulle guance tipo "Urlo" di Munch, strillare che sono un bambino
corrotto, che il mondo è crudele, che sono ancora troppo piccolo anche solo per
immaginare simili situazioni.
Parla quella che a sedici anni si scopava i trentenni, vorrei poterle
rispondere, ogni volta che mi rimprovera.
Ma dato che non sa quello che so su di lei, e dato che sicuramente se la
prenderebbe con me e non mi rivolgerebbe più la parola, e dato che in fondo ci
tengo, a quelle stupida, meglio che non le dica nulla.
Però, è vero che delle volte mi sembra mia madre. Lei e Nanasan sono come la
mia mamma e il mio papà. Non nel senso che gli assomigliano: nel senso che li
ho sostituiti. Papà Nana! Se le dicessi qualcosa del genere, mi infilerebbe il
microfono nel culo, e allora addio professione. Invece forse se chiamassi Hachi
"mamma" scoppierebbe in lacrime (di nuovo), mi prenderebbe la testa
tra le braccia e strofinando le sue guanciotte contro la mia faccia
singhiozzerebbe che farebbe qualsiasi cosa per aiutarmi, anche cambiarmi il
pannolino se necessario. Al massimo le appiopperò il pannolino di mio figlio.
Con chi era mio figlio? Ah, sì, con Kyokosan. Ah, santa donna, quella, tra
parentesi. Non mi ha nemmeno chiesto nulla per mantenerlo, se non il non poterlo
vedere, ma, povera idiota, quando ho finto di essere disperato per questo mi ha
creduto. Cogliona, non me ne frega niente di quel bambino di merda. Avanti,
Hachi, dimmi che sono corrotto.
No, scusami, Hachi, non è che ce l'abbia esattamente con te. E' che mi ricordi
qualcosa che non voglio ricordare, ecco.
Ma qualcosa di cui hai nostalgia non è sempre qualcosa che ti è necessario,
no? Spesso è solo qualcosa a cui ti eri abituato, ecco tutto.
Così come ero abituato ad avere qualcuno che mi considerava corrotto,
"piccolo stupido ragazzino corrotto" per la precisione, credo di avere
affibbiato a te il ruolo di nuovo carnefice.
Eppure, mi piaci. Mi piaci tanto, sai. Nel senso: come persona. Sei simpatica,
sei dolce, sei buona. Ma non sei una fonte di soldi, e per questo, non
m'interessi. Non volermene se non posso innamorarmi di qualcuno. E' solo che non
me lo permetto.
Ma se potessi, Hachi, m'innamorerei di te. Davvero! Quando crescerò ti sposerò,
lo prometto, e avremo una bambina che strilla per il vestito con le maniche a
sbuffo e un bambino che strilla per l'orecchino sul naso. O magari il contrario,
e avremo un bambino che strilla per il vestito di marca e la bambina che ti ruba
il mascara allunga ciglia e l'ombretto nero (tutti nomi imparati nei bagni da
suite delle mie ragazze).
Per questo ti dico di non prendertela se ti vedo così, perché nella città
nuova hai bisogno di emulare, anche solo per ambientarti meglio, il paese in cui
prima vivevi. Hai bisogno di trovarti un nuovo bar all'angolo, un nuovo
supermercato sotto casa, un nuovo lattaio di fiducia.
E se io mi sono cercato una nuova mamma, è poi tanto diverso da chi vaga in
cerca di un altro parco dove salutare la stessa gente tutte le mattine? Dimmelo,
Hachi, è poi tanto diverso?
E' per questo, sai, che invece di stare di là con Nobu ho scelto di dormire qui
con te. Perché.. sì.. perché sei calda.
Giuro che non ti ho messo le mani addosso (non ne ho bisogno): ma si sente.
Quando ti ho spostata, il materasso era caldo. Anche il tuo braccio un po'
paffuto lo era. Magari hai la febbre e io mi sto sbagliando, magari è il fatto
che fuori faceva freddo, ma tu, te lo giuro, eri rovente.
Lo ripeto, che non ho fatto nulla, non ti ho nemmeno preso la mano. Davvero non
m'interessi in quel senso. Ma le tue lenzuola ricamate e la tua trapunta rosa
confetto mi piacevano. Resti tra noi.
Lo vedo, sai, che tu ti preoccupi: per me come per chiunque, come per Nanasan e
Sachiko, come per chiunque te lo chieda e anche chiunque non lo faccia.
Ma non farlo: perché va tutto bene. Davvero, mi rendo conto che forse è un po'
squallido, ma te lo assicuro, Hachi, te lo assicuro, che questa vita per
me *è* bella. Ti chiederai come sia possibile, eh?
Te lo spiego subito.
Mettiamo che tu sia nata in una famiglia di cattolici convinti, perbenisti,
conformisti e tutte le solite stronzate che puoi immaginare da te, perché
probabilmente ci sei cresciuta in mezzo.
Mettiamo che questi credano che tutto ciò che è nero, di metallo e addosso a
te sia opera diretta del diavolo in persona, o quantomeno che si ossessionino
con gli sguardi di disprezzo (reali o inventati) di vicini e amici.
Mettiamo che questi credano che tutta la musica che non è pop melodico, e di
conseguenza i suoi adepti, sia destinata esclusivamente a ragazzi figli di
droga, alcol e disgrazie sociali d'ogni genere.
Non va bene così, giusto? *Tu* non vai bene.
Quindi mettiamo che la famiglia in questione decida che, se non comincerai ad
andare bene, andrai peggio. E oltre che con una marea di piercings, gel e
borchie, dovrai esibire orgogliosamente anche una serie di lividi.
Mettiamo dunque che tu esibisca in un punto (che hai premurosamente nascosto con
i capelli) dell'orecchio una cicatrice dovuta al fatto che qualcuno abbia
strappato con una certa violenza il tuo orecchino preferito. Mettiamo che questo
a tuo modesto parere entri in contrasto con il "bene" tanto predicato
dalla famiglia.
Ti scassi il cazzo, no? Hachi, non dirmi che anche tu rimarresti.
Non puoi continuare ad abitare in una casa fatta di macerie. Non possono
accettarti. Non puoi accettare loro.
Te ne andresti anche tu, Hachi, non raccontiamoci bugie. Te ne andresti.
E in tutta franchezza, se nessuno si preoccupasse di dove sei, e tu avessi come
la sensazione ti ringrazino per essertene andata, anche se per un po' staresti
male, dopo un po' di essertene andata ti compiaceresti.
E non è una vita tanto triste quella del vendersi per poter vivere. C'è chi
vende la sua dignità in altri modi, facendo male ad altri, non so, mafia,
imprenditori, politici, non ne ho idea.
Faccio forse male a qualcuno? C'è forse qualcuno che risente di questo?
.. no. Non c'è nessuno che soffra per questo lavoro che io faccio.
Per questo, non mi conviene innamorarmi. Per questo, Hachi. Anche se
probabilmente lo vorrei.
.. anche se probabilmente avrei la pessima abitudine di pensare a quanti altri
giorni mi potrà mantenere la mia ragazza che amerò tanto, ma dev'essere una
deformazione professionale, e se devo dire la verità non credo che qualcuna
s'innamorerebbe di una puttana. Sapendo com'è fatta.
Sapendo ch'è *sbagliata*.
Che continuerà a sbagliare.
Che potrebbe ferire e dare dispiaceri anche a lei.
Evviva.
Quanti anni? Quindici. Quasi sedici.
Ho tutto il tempo per diventare una cosiddetta "persona decente", come
tutti vorrebbero. Prima o poi, mi girerà anche di diventare come gli altri
vorrebbero, ma ora come ora non mi considero una brutta persona, sai..? Non più
di altri, quindi che la mia fantomatica futura ragazza se li tenga pure, il suo
amore e le sue paure. Non me ne faccio davvero niente.
In fondo, non posso nemmeno dire di fare un
brutto lavoro. Una scopata è sempre una scopata. Forse non ti darà nulla come
tutti dicono, ma un po' di sano piacere te lo dà, per cui che c'è da
lamentarsi?
Ovvio, se lo fai con un roito non è che sia poi così piacevole, ma pensare poi
a tutto quello che potrò fare con i soldi guadagnati mi fa vedere quelle
ragazze come fossero delle idols. In fondo raramente lo faccio con quelle.
Capita solo se sono straordinariamente ricche, o straordinariamente stupide da
pagarmi per una notte i risparmi di sei mesi. Dunque basta non guardarle troppo.
E poi, in fondo, in quel pugno di secondi non ti senti forse felice? Non parlo
di felicità intesa come assunzione di una momentanea visione positiva della
vita.
Parlo di felicità intesa come assenza di qualsiasi visione, assenza di
qualsiasi vita, anche mentre questa stessa ti esplode dentro.
Un momento in cui ti riempi di una cecità rosa shocking può valere un giorno
di accecante sole giallo acido.
Più di una luna grigio nube, intendo proprio quelle nuvole da temporale gonfie
di pioggia sporca.
E tu lo sai bene, vero Hachi? Regina delle scopate vuote, regina delle
illusioni, ma c'è una differenza tra me e te, cioè che io partivo prevenuto,
nei confronti di quelle illusioni.
Credi che Yukinochan intendesse davvero "ti amo" quando l'ho fatta
venire per la seconda volta?
Dì la verità, quando tu venivi per la seconda volta, ci credevi davvero che
quegli uomini ti amassero? Sai, io di quella categoria sono un esponente di
spicco, e so bene che il secondo orgasmo femminile è più dolce. Perché ti
godi di più quello che fatichi meno ad ottenere. Perché anche la dolcezza del
secondo orgasmo è un'illusione, e darti un'illusione in più è facile, sai? E
non hanno mai inteso "ti amo". Mai.
..
Perdonami.
Perdonami, se vorrò sempre e solo il tuo calore.
Perdonami, se non vorrò mai toccarlo davvero.
Perdonami, se mi basta soltanto quell'aura tiepida che emani, e mi basta poter
toccare solo quella.
Ma ho voluto sceglierti, e per le scelte non c'è perdono. Però non alzarti dal
letto, per favore. Resta qui.