Cerco di soffocare gli ansiti, pregando la
porta e le mura siano abbastanza spesse, mordendomi le labbra e resistendo al
calore che m'infiamma il viso.
Non c'è niente di male.
Devo ripetermelo costantemente, per crederci, ma quando mi ripeto qualcosa
significa che so che me ne sto autoconvincendo.
E se non vi ho mai creduto, allora è difficile che sia la verità.
Non c'è NIENTE di male.
Appunto. Nulla di male. Nulla di male.
Forse solo perché ho il ragazzo, ma.. ma dopotutto, c'è qualcosa che possa
fare?
.. devo sbrigarmi. Tirare l'acqua, uscire dal bagno, sperare nessuno mi chieda
cosa cavolo ci facevo per tutto quel tempo.
Un ultimo girotondo al clitoride.
.. e quel contorno vagamente a triangolo, che ti si apre davanti sbocciando..
Ma il dito scivola giù. Anche Alice è caduta nel buco, no? Merda, mi ero
appena lavata le mani.
Esiste, un odore che nessuno potrà mai cancellare..?
.. non sono marchiata..
.. non sto facendo nulla di male..
-Nnnh..
.. nulla..
-Lavinia? Tutto bene?
-S.. sì..
-Sentivo strani versi, stai male?
-U.. un po' di.. - stringo i denti - Mal di stomaco..
Le sue mani a pattinare nel sentiero a lei riservato del giardino in fiore..
-Nh.. uh..
.. lei che conosce le strade che sto cercando..
Basta pensare basta pensare basta pensare basta pensare.
Avanti, leva quella mano.
Non è lei. Non è..
.. ti circonda la vita con le gambe abbronzate, collidete, ma non è fuoco..
son scintille..
Tuffo le dita nei miei stessi torrenti, riemergo, scendo negli abissi, torno
a respirare, LEI..
Lei che spezza il muro della metafora, riaffiora come una sirena, perle
trasparenti tra i capelli, occhi chiusi, ciglia bagnate, bocca turgida..
.. il corpo che si lancia verso raggi di sole, volti a crearle un palco in
ogni elemento..
NON CE LA FACCIO PIU'..
.. nelle stesse acque...
-.. aah...
..
.. stronza..
*
Mi chiedo.. ma cosa ci ricavo da un orgasmo
solitario?
Cosa ci ricavo dal pensarla e ottenebrare il pensiero con la certezza che non
sarà mai mia?
Nemmeno perché sia eterosessuale; ma perché è innamorata.
I baci se sono veri si riconoscono.
Quelli solo labbra sono lenti e continui, perché non basta mai.
Quelli con la lingua sono sfiancanti e brevi, perché sono semplicemente un
orgasmo.
Quelli miei e di Matteo non sono così.
Quando lo bacio con la lingua potrei andare avanti all'infinito e non
accorgermene; quando lo bacio senza lo faccio in modo quasi infantile, trasformo
sempre tutto in un bacio con lo schiocco. E i miei occhi sono chiusi
pesantemente.
Mentre lei.. lei abbraccia forte il suo Tommaso quando le loro labbra iniziano a
farlo anch'esse. L'accarezza, sulla nuca, sulle braccia, sulla schiena. Poi si
muove.
Quei piccoli movimenti languidi anche se veloci che mettono in una gabbia di
vetro la passione, quelli di chi desidera.
Non so se io sia mai stata capace, in sedici anni di vita, di muovermi così.
L'ho sempre trovato estremamente affascinante, ogni volta che l'ho osservato.
Ma io ho sempre osservato solo Cristina, e forse è solo lei che io trovo così
devastantemente incantevole.
..
E qualsiasi cosa faccia, eh.
Non la conosco da molto. Un anno circa, da quando lei si è trasferita in questa
scuola.
Cosa mi ha colpito di lei?
Beh, è inutile stare a parlare bene, è bella. Cazzo, è stupenda. E nonostante
io non sia una bellezza non ero capace di sentirmi inferiore.
.. non lo so..
Non l'avevo mai percepita come una rivale. Mai come un termine di paragone. Mai
come qualcosa al mio livello, eppure la avvertivo come qualcosa di così
deliziosamente, e quest'avverbio l'ho scoperto solo poi.. simile..
Me ne accorgevo vagamente quando mi sorrideva chiedendomi un temperino e mi
sentivo onorata. Onorata, sì.
All'inizio pensai fosse una mia specie di soggezione ammirata per quella ragazza
così bella e un po' inavvicinabile, nonostante avesse un atteggiamento, seppur
arrogante, molto aperto. Il tipo si soggezione che si prova per un senpai bello
e simpatico, anche se lei non è sempre simpatica, e pensavo sinceramente la mia
fosse paura per quella specie di stella cometa che bruciava chiunque si
avvicinasse.
La tipica ragazza con cui si ha paura a parlare per paura che ti smerdi,
arrogante e stronza, ma simpatica se la si sa prendere. I cui amici invidi per
aver capito qual è il modo giusto di comportartici, e non sembra un
atteggiamento diverso da quello che useresti, solo che tu non hai il coraggio di
usarlo.
Non è altera. Parla con tutti e quasi nessuno aveva come me quel tipo di timore
reverenziale; forse solo i più timidi, ma io non sono mai stata timida.
E' stato questo a farmi pensare.
Il fatto è che con lei mi comportavo normalmente, anch'io ho carattere, e con
lei lo uso, solo che ad ogni parola ero impaurita mi seppellisse con le sue
frasi taglienti, o le sue prese in giro a volte cattive, anche se, lo ammetto,
sempre meritate.
Si potrebbe pensare sia la guida della classe, il capo, o qualcosa del genere.
Direi di no, sta antipatica a molti. Tutto sommato una ragazza piuttosto
normale, e ogni volta che mi chiedo cosa di lei mi piace so darmi solo due
risposte:
a)Lo splendore;
b)Le tette.
Non credo sia un'esclusiva maschile, quella dell'adorare il corpo femminile.
Non è che mi dispiaccia avere un cazzo tra le gambe, e questo non è molto
chiaro alle poche persone cui ho parlato di questo, cosa che non manca di farmi
esasperare e a volte dare in escandescenze (ok, questo forse più perché lei
non mi ama).
Il fatto è che il corpo femminile ha una bellezza straordinaria.
Ma non una bellezza platonica, non attira gli sguardi ammaliati ma critici che
può attirare una statua greca, nello splendore del nudo però mai considerata
come tale, ma piuttosto come fedele riproduzione o magia anatomica.
.. quello che vorrei, forse non si addice a una signorina. Ma non voglio essere
una signorina. Io voglio essere amata.
Cristina.. vorrei afferrarle il seno con le mani, la bocca e la lingua. Quelle
cupole lucide, sommità tangenti il divino.. vorrei prendere in bocca quei
capezzoli che lasci intravedere da una canottiera chiara e un reggiseno
leggero.. di cui quasi vedo il colore negli spogliatoi, quando tu scuoti i
capelli leggermente sudati alla radice raccogliendoli in una coda, e nemmeno la
vergogna riesce ad impedirmi di guardare quelle parabole che sembrano sul punto
di esploderti tra la stoffa bastarda che ti nasconde ai miei occhi, che ti ruba
alla mia pelle. Appoggiarvi la testa e lasciarla cullare.
Vorrei strapparti i vestiti e prenderti anche così, con il trucco leggermente
colato, con la pelle un po' bagnata, i muscoli ancora tesi, l'espressione
rilassata di chi sta riposandosi.. magari quando esausta ti sdrai su un
materassino, con solo ma maglietta aderente e gli slip neri che porti sempre,
sensuale senza bisogno di pizzi e trasparenze.. voglio essere solo io a
scoprirti..
E vorrei accarezzare la curva di quei fianchi, femminile e dolce, non
pronunciata ma così visibile, non scheletrica ma priva di quel punto in cui
finisce il busto e da alcune parte il semicerchio dei fianchi se sono troppo
carnosi. La tua vita è sinuosa e ballerina. Non cammini da troia, ma io ti vedo
sempre come se danzassi. Ed è per questo che è in quei fianchi che pianterei
le unghie, dolorante più di te per lo starti facendo male.
.. scenderei sul tuo ventre piatto con la lingua dal centro del petto
all'ombelico, assicurandoti di lasciare una scia glitterata.. ricordi quando mi
raccontavi che da piccola osservavi i tratti delle lumachine?.. sarò morbida,
umida e lentissima.. perché voglio farti godere..
Quasi soltanto ti sfiorerei scendendo ancora.. Dio, voglio leccarti.. voglio
premere forte per farmi sentire, per farti assaporare quel tremore delle gambe
che ti sembrano sciogliersi mentre giro la sfera di cristallo dandoti una
visione delle grida che sto per donarti.. vederti urlare il mio nome con quella
bocca che sembra finta, o meglio, che sembra inventata tant'è bella..
Bere la tua liquida eccitazione come berrei le tue salive..
Muoverti dentro le mie dita in lievi immersioni, portando l'ossigeno a quella
perla splendente che cerco nei tuoi fondali, Venere nascente dalle onde, i tuoi
urli..
Sapere che sono io a fare spalancare le tue labbra in gemiti, che mi spingeranno
a volerne sentire degli altri, io che faccio pulsare la tua pelle, io che
accelero i battiti del tuo cuore, io che ti rendo rovente, io che ti faccio
muovere come fossi posseduta..
.. COME SE IO TI POSSEDESSI..
Tenerti per i capelli, non tirandoli ma lavandomici le mani.. stringere a me
quelle tue curve, premerti contro le mie, sentire la morbidezza fondersi, le
punte dolcemente scontrarsi.. per sentire che cerchi di distruggere la barriera
che c'impone la materialità.. che mi cingi la vita con le gambe per tenermi
vicina, anche se non posso completarti.. e darei l'anima per farti godere fino
in fondo, per poterti entrare dentro, per sondare quella linfa che ti tiene
fiorita e luccicante.. strusciarmi contro di te e farti sentire qualcosa di più
d'un pube liscio.. alzare il tuo bacino e farti seguire i miei passi..
Poter assaggiare ogni millimetro di te, sapere se le tue braccia hanno lo stesso
sapore delle tue cosce, di quello di cui mi nutrirei quando le aprirei,
osservando da davanti te che ti offri a me, il mio cibo e quelle colline nemmeno
lontane da risalire baciando il terreno..
Dio, non ce la faccio, vorrei violentarti.. di un sesso dolce e maturo, perché
so esattamente ciò di cui hai bisogno..
E TU..
Tu, tralasciando che ciò cui non posso viver senza sia tu, tu sai esattamente
cosa è necessario per me.. dopo averti fermata contro un muro, su un letto, su
una nuvola, ovunque, lasciarti giocare in una caccia al tesoro con il mio
corpo..
Sentire che incendi le mie terre, ma non le lasci incenerite, soltanto
bollenti.. quando soltanto mi sfiori..
Che ti aggrappi a me, ancestralmente, succhiandomi come fossi nata da dove
invece ti voglio veder morire in un sospiro.. appoggiarti poi lì, su quel seno
cui vorrei far baciare il tuo..
Che vaghi incespicando e scivolando sulla mia pelle, su tutto, che mi degusti,
sperando d'avere il sapore di fragole, come tu lo hai di scarlatte ciliegie..
Che nuoti in me bagnandoti stavolta del mio amore per quel tuo involucro
colorato e spruzzante bagliori, con quelle sottili dita verniciate di sole..
Che simuli una salita che non puoi compiere, ma, amore mio, da te vorrei di
tutto..
Davvero, fammi quel che vuoi, mi basta anche solo averti accanto priva di quegli
scudi che indossi.. sia di stoffa sia di parole taglienti.. anche solo
accarezzarti per sentire come sei fatta.. veramente..
Tracciare turbini sulla tua schiena e muovere i tornado della tua anima..
Farmi sfondare da te e annullare, se questo potesse darti un sorriso..
Quella tua bocca, che mi è sempre così vicina quando mi sussurri qualcosa.. mi
dici d'un bacio e me la muovi davanti.. bastarda, capirai mai..?
Quante altre volte dovrò infilarmi una mano nelle mutande chiudendo gli occhi e
immaginando sia tu?
Quante volte dovrò risvegliarmi nel mio letto e scoprire ch'è vuoto, che non
vi sono rubini d'ossigeno, che ti desidero troppo per riuscire a nasconderlo..?
Come puoi penetrarmi senza non avere nemmeno il sentimento necessario per
farlo..?
.. ma fallo, ti prego.. anche solo la tua esistenza riesce a riempirmi..
*
-Ciao, Lavinia!
-Ciao Cri.
-Come va?
-Oh, bene.
-Con Mat?
-Va.
-Non ci sei ancora andata a letto, eh?
-No. Cioè, sì. Ma anche se lui viene continua a scivolarmi tra le labbra..