-Buongiorno, amore..
Le sorrido.
-Buongiorno..
Allungo una mano, delicatamente per non rischiare di metterle un dito in un occhio o quant'altro. Cerco la sua bocca. Seguendo la linea del braccio, vi arrivo e vi poso le labbra, piano.
Sento un certo movimento; è lei che si aggrappa a me con una certa forza, un braccio dietro la mia schiena e uno sul mio stomaco.
Le accarezzo i capelli, sentendo qualcosa in gola che esplode come un fuoco d'artificio, e poi svanisce lasciandomi un senso di nostalgia.
C'è qualcosa che vorrei sapere da lei.. da questa magia che mi dormiva accanto..
-Ehi, Nadia..
-Sì..?
-Tu come fai ad accorgertene quando mi sveglio?
-.. uh?..
-Nel senso che anche se non apro gli occhi, tu te ne accorgi sempre. Come fai?
-.. oh.. non lo so.. me ne accorgo e basta.
-..
-Credo sia perché il tuo respiro cambia, è un po' più veloce.
-Lo ascolti..?
-A volte sì. Altre sento solo il tuo petto sotto la mia testa.
-Oh..
-Ma anche lo stesso, è facile capirlo.
Mi bacia lievemente la fronte.
Appoggio una mano sulla sua guancia, scivolo sul collo, percorro il braccio; finalmente riesco ad afferrare la sua mano.
Intreccio le sue dita con le mie.
E' ancora qui..
"-Nadi, un giorno potrei perdere tutta la vista..
-Stai scherzando..?
-No. Lo sapevamo dalla nascita, che anche l'occhio sinistro potrebbe smettere di funzionare da un momento all'altro..
-Ma tu hai ancora molti decimi all'occhio sinistro, no?
-Sì, ma ne ho già persi tre.. e ho solo diciassette anni..
-Che significa..?
-E quando ne avrò trenta, Nadi..? Quando ne avrò trenta, cosa succederà?..
-NON succederà. Te lo prometto.
-..
-E se non dovessi mantenere la promessa, allora vorrà dire che se mi vuoi.. resterò con te per sempre. Lo posso fare..?
-Sì.. fallo, ti prego.."
E non ha mantenuto la promessa, ma lei è ancora qui vicino a me.
Qui vicino a me che mi chiede in anticipo cosa voglio mangiare, in modo che non mi debba trovare nell'imbarazzo di chiederle cosa sto ingoiando.
Qui vicino a me che mi fa sentire dov'è il piatto e poco a poco mi lascia mangiare da solo.
Qui vicino a me che tiene la tv spenta il più possibile e mi racconta del suo capo stronzo e della nuova storia che scriverà.
Qui vicino a me che quando dormiamo assieme prende le mie mani e le fa scorrere su di lei, per farmi capire che cosa indossa.
Qui vicino a me che non mi chiede mai pareri sugli accostamenti di colori, ma solamente dice "Non posso uscire così".
Qui vicino a me che mi tiene a braccetto per strada, in modo da non farmi sentire che mi sta sorreggendo e guidando.
Qui vicino a me che in macchina accende la mia musica preferita a volume incostituzionale per non farmi pensare che non potrò guidare più.
Non le ho mai fatto promesse che testimonino il mio amore.
Non le ho mai detto qual è la misura dello stesso.
E questo è perché a un certo punto le parole finiscono, e finiscono anche le gesta memorabili.
Un giorno gliel'ho anche detto..
-.. sì, ma io a ringraziarti di tutto come faccio..?
E lei si alterò immediatamente, lo sentivo nell'aria, e strillò:
-MA SEI STUPIDO?! Di che cazzo di ringraziamenti stai parlando?! Ti prendo a schiaffi!!!
Io insistetti dicendole che faceva troppo per me, ma a quel punto lei mi afferrò per il bavero e mi prese a scappellotti finché non le bloccai le mani.
E quello riuscirò sempre a farlo.. cresciuto in un quartiere dove giravo con un coltello, se ce la facevo a sedici anni con la facilità con cui si beve un bicchier d'acqua, figurarsi se ora non so parare i colpi di una ragazzina.
E forse lei una ragazzina non lo è più, ma è così che io la ricordo, le ultime immagini sono troppo sfocate.. e poi voglio ricordarla quand'era quasi una bambina, quindici anni, viso da tredicenne e il resto da diciottenne, quando ci eravamo appena conosciuti, quando mi fece la promessa.
Quell'immagine, stranamente, l'ho chiarissima. Forse è della prima volta che ci siamo visti.. probabilmente, è proprio così.
Lei e la sua migliore amica, l'amica bionda con un cappotto azzurro, e lei con i capelli castano chiaro striati di biondo, naturali, eh, proprio suoi, quegli occhi verdi che ti squadravano con curiosità e quel costosissimo e grandissimo cappotto grigio.
Quegli occhi, li ricordo bene. Li ricordo perché era semplice, guardandoli, capire cosa stesse pensando. E ad ogni modo, io lo capivo sempre.
Chiariamo: non che non ricordi quella bocca.. quella bocca, Dio, quanto.. però.. la sua bocca è sempre la stessa, perché la sento.
Ma non posso più sapere che espressione ha lei.
Sento la sua voce sorridente, d'accordo, anche la sua voce la tradiva sempre, ma due occhi verdi sono sempre più suggestivi, no? Anche se ho sempre pensato che ha davvero, davvero una bella voce.
E' per cose come questa, che darei tutto per riavere quel solo occhio, quell'unico occhio funzionante che m'ha tradito.
Foss'anche solo per capire come sta. Ogni tanto trema e la sua voce si fa ballerina, ma IO voglio vedere i suoi occhi, voglio capire se ha paura o è arrabbiata o è solo triste perché deve stare dietro a un cieco che non potrà mai cavarsela completamente da solo.
Una volta, ho pronunciato una frase simile davanti a lei.
Vorrei non averlo mai fatto.. ma non perché mi abbia preso a pugni o cose simili, ma perché è scoppiata a piangere. E mentre mi inginocchiavo per cercare il suo viso, sperando forse di non essere sentita, dimenticando il mio udito sia molto migliore di quello di qualsiasi altro, mormorava che non era possibile che pensassi d'essere un peso per lei. Che non era possibile, ripeto.
Eppure, Nadi, lo sento. Ogni tanto sento un sospiro, un singhiozzo.. tu esci dalla stanza per non farti sentire, ma, mia piccola scema, sono più di otto anni che stiamo assieme, permetterai che capisca in quali situazioni ti senti male..?
Lo so che ti pesa non poter ogni tanto andare al cinema.. lo so..
Ma non me ne volere, ti prego.. non odiarmi, per questo..
E, sì, ho provato a dirle anche questo. Da "eppure, Nadi, lo sento".
E' uscita dalla stanza senza nemmeno rispondermi, sbattendo la porta. Non è tornata che dopo sei ore, ma più tardi, sentendo le carte delle sue caramelle sotto i miei piedi davanti alla porta, mi sono reso conto che è rimasta semplicemente sul pianerottolo, a fare che cosa non lo so. Però era qui vicina.
-Dove sei stata, Nadi..?
-Via. Sono andata fuori città.
-Sul serio?..
-Certo! E se dici di nuovo stronzate come quella di prima, non torno più!
-Più?
-PIU'!!!
Quelle "stronzate" poi le ho dette tante volte, ma lei è sempre andata sul pianerottolo, fino a quella volta in cui ha pianto, e allora non ho detto più nulla.
Non so come sia occuparsi di qualcuno e doversi preoccupare che quello si senta un peso, ma il solo pensare alla situazione mi ha fatto capire che così non le rendo le cose più facili.
Ogni tanto fantastico su come sarebbe riavere la vista, così, anche solo per un giorno. Poter vedere se lei si è abbronzata o ha ancora quella pelle chiarissima, vedere come sta con il lucidalabbra nuovo, vedere se il tailleur la fa sembrare un po' più adulta dei suoi 23 anni come lei vorrebbe, ma non ci è mai riuscita, la mia piccola.
E non ci sono riuscito neanch'io.
Ci sono altre due deficienze terribili oltre alla cecità, e sono la sordità e il mutismo. Ma credo nulla sia paragonabile all'ansia costante di non sapere come il mondo, gli oggetti e le persone si stiano muovendo e modificando attorno a te. Chi c'è nella stanza? Cosa succede? Cosa può succedere? Già da piccolo il nero del mio occhio destro mi spaventava a morte..
Per un tipo ansioso come me, è un incubo. Posso solo stringere la sua mano, aggrapparmi a lei e piangere, ma lei non c'è sempre. Lei è fuori a lavorare, e quando non c'è è.. Dio, è un incubo. Certo, spesso viene una sua amica che si occupa di me, la Manu, ma non è lo stesso, perché non posso afferrare il suo maglione, appoggiarmi al suo seno e pensare "adesso, sì, per ora va tutto bene. Va tutto bene", credendolo davvero. Quella è Manuela, l'amica divertente che mi tiene compagnia.. ma Nadia.. Nadia è il mio tutto.
Non saprei dire se sto con lei per semplice bisogno, nel senso che ho come una radicata certezza sia l'unica possa rimanere con me, o perché l'ami sul serio.
E forse è per questo che lei piange, a volte, quando crede che il muro d'una stanza basti per non farmi sentire i suoi singhiozzi. Ormai la conosco.. si mette su una sedia della cucina, quella vicino alla finestra, appoggia il viso sulle braccia incrociate, lo volge a sinistra e poi inizia la sua lotta contro le corde vocali, tremando.
Forse sì, perché quando le chiedo il motivo, dice che non sono innamorato di lei.
Paranoie che ha sempre avuto anche da adolescente, ma ora le tiene per sé, per non darmi preoccupazioni, immagino. Spero solo che questa vita non la porti al punto di allontanarsi da me..
.. e forse è davvero perché altrimenti non avrei nessun altro, ma perché aggrapparmi al corpo di Manuela non m'interessa, ad esempio, mentre il suo è la mia ancora di salvezza? E sia chiaro, Manuela la conoscevo già. Come non m'interesserebbe quella mia migliore amica di cui lei è stata sempre così gelosa, né nessun'altra.. anche se non credo mi rifiuterebbero un aiuto, no? Eppure io voglio quello del mio spiritello.
VOGLIO VEDERTI, Nadi, voglio vedere la donna che sei diventata. Non m'importa come io sia. Non m'importa non potermi nemmeno lavare da solo, perché poi finire nella vasca con te è quanto di più splendido possa desiderare. Non m'importa di non sapere cosa indosso, perché tu hai tanto buon gusto. Non m'importa come siano i miei capelli o la mia barba o le mie sopracciglia, perché se tu mi dici che quando mi porti a farli tagliare mi mantieni com'ero quando avevo sedici anni, allora ti credo e mi va bene. E non m'importa nemmeno vedere che faccia ho io a ventiquattro anni, non m'importa, davvero, finché tu mi ripeti con la voce sorridente sincera che ho un viso bellissimo, e chissà, forse lo pensi davvero. Ma se menti, menti bene, sai..?
Come sei? La tua bocca è ancora piccola com'era una volta? Ti mordi spesso le labbra come anni fa? Le sopracciglia hanno la stessa linea?, non le riconosco bene. E i tuoi occhi? Mi dici che metti solo la matita verde e il mascara come una volta, ma l'effetto è uguale? I tuoi capelli, un po' più corti di una volta, ma ugualmente lunghissimi, come sono accostati al tuo volto adulto?
Adulto.. tu sarai sempre una bambina, per me, e con quel viso da ragazzina credo lo sarai sempre per tutti, però sarai cresciuta anche tu.. sento le tue guance un po' meno morbide e il tuo mento un po' più piccolo, poi sei dimagrita abbastanza, probabilmente sei abbastanza diversa da come ti ricordo. L'ultima volta che ti ho visto, non so se ricordi. Prima che la cazzo di operazione mi togliesse quei pochi ultimi decimi che mi rimanevano, tu che mi sorridevi mentre entravo in sala operatoria, con gli occhi che lentamente si riempivano, ma hai abbassato lo sguardo in tempo perché non ti vedessi. Solo che io ho visto la lacrima cadere, e questo è tutto ciò che ricordo dei tuoi ventidue anni appena compiuti, di quel luglio caldissimo che mi ha sottratto metà della mia vita, ma Cristo, non mi toglierà te.
Piccola.. non piangere.. sto bene, sai? Dio, ho *te*, ti giuro che non potrei star meglio. Stammi vicino sempre, però.
Sempre, eh..?
E' questa la cosa più tremenda del non vedere. Che quell'immagine di te è l'ultima della mia *vita*.
Quanti anni ho ancora davanti? Sessanta sicuri. Bene, per sessant'anni non mi sarà concesso di vedere altro. SESSANT'ANNI, e poi non è che torni a vedere.
Sessant'anni, e poi non potrò più nemmeno sentire, toccare, parlare, mangiare. E se magari prima della fine perdessi un altro senso?.. uno dopo l'altro, progressivamente, spegnendomi dovendo restare in vita..?
Nadi, AIUTO, cosa faccio..?
Tu non lo sai, o forse sì, ma io lo penso spesso. Vivrò così, nell'attesa e nella paura non solo della mia condizione, ma anche di quelle che potrebbero venire? Sarà sempre così e non mi rassegnerò mai?
Sessant'anni..
Anni fa dicevamo un po' scherzando e un po' sul serio che ci saremmo suicidati a trent'anni, per morire giovani come Kurt Cobain. Tu strillavi che preferivi la morte al diventare flaccida, rugosa e cornuta, io concordavo in pieno e volevo una fine spettacolare.
Ricordi? Prima ancora di diventare una coppia, promettemmo che saremmo morti insieme. Tu proponesti una Ferrari che si getta a picco da un precipizio, io mi chiedevo se fosse possibile morire per il troppo sesso. Ancora ci fantastico un po', eh.
Volevo tre figli, una macchina normale e chiederti di sposarmi il 18 luglio del 2012, i tuoi 24 anni. Non l'ho dimenticato. Tre mesi e otto giorni, e te lo chiederò davvero. Non so come farò a trovare i soldi per un anello, e non so come farò a sapere com'è fatto l'anello che ti piace, né come potrò sapere se è un bell'anello o meno. Chissà. Un modo lo troverò, probabilmente attingerò dai soldi che depositai in banca prima dei miei 23 anni, quando lavorai come un pazzo per risparmiare più soldi possibile per il futuro. Sì, farò così.
Nadi, mi dispiace di non poterti mai vedere in abito bianco, angelo mio.. era così che ti chiamavo quando eri in vena di sdolcinatezze, e sapevo che non te la prendevi.. perché con quel vestito non potresti sembrare altro..
-Che succede? Stai male..?
Come te ne accorgi, tu..?
-Io? No. Perché?
-Hai il viso tristissimo..
-.. sì?..
-Un penny per i tuoi pensieri.. beh, ho solo venti centesimi..
-Oh, tienili per una telefonata. Nulla di che, davvero.
-Non ti credo.
-Ti dico che..
-FEDE.
Il tuo solito tono che non ammette repliche. Non sopporto di prendere ordini, però mi diverti quando fai l'autoritaria. Non sempre, eh. Però spesso.
Anche perché sei probabilmente l'unica che, nonostante tutto, ancora si arrabbia con me se combino qualche cazzata, mi sgrida e si comporta normalmente. In pratica mi impedisci di diventare un viziatone ipocondriaco incazzoso e insopportabile.
-.. io..
-Tu..?
-Volevo vederti con il vestito da sposa..
-..
Silenzio. Non credo tu ti sia arrabbiata. Però taci, e questo è troppo strano.
-Nadia?
-...
Decido d'alzarmi, lentamente. Allungo le mani per cercarti. Tu mi aiuti allungando le tue dita fresche verso di me, per poi intrecciarle. Poi lascio la tua mano, afferro il tuo polso e ti attiro a me violentemente, mentre tu corri nel tuo rifugio preferito, o almeno credo lo sia, perché da otto anni quando sei triste vieni ad accoccolarti sul mio petto come un topolino, nascondendo il viso.
Cristo..
Era quello che ci è sempre piaciuto di più, a tutt'e due, te lo ricordi? Io ho sempre voluto averti addosso.. che il mio petto stia vicino al tuo seno, sempre. Voglio una vicinanza che spacchi il limite tracciato dalla nostra pelle. Non ci siamo mai riusciti, ma quasi ogni notte ci proviamo con una determinazione che non appartiene all'umanità, ma soltanto a noi.
Anche se non finivamo a letto.
Anche se si trattava semplicemente d'un abbraccio forte, con le tue guance vicine alle mie, tu che alzi o pieghi leggermente la testa per sentirle scivolare l'una sull'altra, le tue braccia che si alzano lentamente per circondare il mio collo, tu che lo baci, piano se vuoi coccolarmi, più forte se invece mi vuoi.
Io che ti accarezzo piano la schiena con la mano che non ti sta stringendo se voglio coccolarti, oppure che ti accarezzo i fianchi come tu ami che faccia se anch'io ti voglio. E i nostri desideri coincidono sempre.
Ora..?
Che cosa vuoi, adesso?
Un bacino leggero. Vuoi essere coccolata.
Ma sì, in fondo non mi dispiace. In fondo, anch'io voglio sentire la tua voce che, mentre mi accarezzi, mi dice che in fondo i vestiti da sposa sono tutti uguali, per cercare di non farmici pensare, con tono allegro per farmi credere non sia un problema così importante, mentre forse anche tu vorresti che ti dicessi: "Sei bellissima" mentre osservo i pizzi e i tulle del tuo vestito, chissà..
Nel frattempo, tu continua a reggermi sulle tue ginocchia e accarezzarmi i capelli, anche solo perché "se nessuno te l'ha mai fatto, allora te lo faccio io!", a dirmi di non preoccuparmi, a bagnarmi la pelle con quelle perline calde che mi gocciolano in fronte. Sai, credo che nell'attesa sia bene assaporare ogni carezza e ognuno dei bacini che ogni tanto ci scambiamo a fior di labbra.. e forse, una vita a giocare con la tua voce potrebbe passare un po' più velocemente..