Forse, è solo la mia mente, ingannata dal sole
che penetra l'orizzonte.
Forse, è solo la realtà, che si diverte prendendo le forme degli spettri.
Forse, è solo quest'amore, che non vuole conformarsi a una definizione
collettiva.
..
.. ma amore mio, no..
Quei vascelli di panna che si sciolgono alla vista del sole..
Quei turchesi sciolti che mi sgocciolano sul capo..
Quell'operetta di smeraldi che mi canta a danza dinanzi allo sguardo..
.. amore mio, non riesco più a vederli..
Spigolosi triangoli tagliano la mia nobile maschera da carnevale veneziano..
No, non son'azzurri, mio respiro, né rossi, o neri..
.. son purtroppo privi d'una vita..
Lascian intravedere sotto i loro perlacei sguardi il colore della mia pelle..
Ed è questo a spaventarmi di più..
..
Amore mio, vorrei posseder la nera falce..
Ma non sarebbe lei, a volare giù..
Non saresti tu, a sprofondare tra rovi di spine e foglie d'ortiche..
.. ma io..
Io, che mi son vista allo specchio quando questo era dilaniato in pezzi s'un
pavimento che tremava..
.. amore mio, porgimi un mazzo di margherite rosa, e dimmi che sono solo per
me.. queste sì..
.. mordile via la rosa rossa che le hai porto..
.. che lei non ha visto..
.. che forse nemmeno io ho visto davvero..
.. ma tu, sì, tu hai visto tutto..
Un rogo di bouquet svoltosi nel teatro del mio castello..
Fuochi d'artificio vermigli, e aumentano con il sopraggiungere dei miei
pensieri..
Mattoni dei torrioni sprofondati nel fiume di cinta, ormai saturo delle rovine,
incapace di trattener leggendari coccodrilli e raggrinziti cadaveri di battaglie
che furono..
Cavalieri e dame non cessano la loro danza nel crollar delle pareti.. stupidità
dell'illusione..
E non m'odio tanto da voler la tua morte, ma t'odio a sufficienza da voler la
mia..
Quindi..
La principessa in punta di piedi sulla cima d'una lancia..
La principessa in punta di piedi sul filo d'una spada..
La principessa in punta di piedi s'un letto di chiodi..
La principessa ha gettato il principe oltre il ruscello e danza sola
nell'arsenale reale..
Perché amore mio, non ci credo più..
.. hai prenotato un ballo sul suo carnet, con l'invisibile inchiostro che ti
sgorga dalle dita..
.. hai danzato solo fingendo di stringere la sua mano..
.. hai voluto esser tanto regale da dirlo alla futura regina, ma le hai tolto la
corona..
Siede s'un trono con cuscini di piume strappate da un paio d'ali ch'han perso il
colore..
Le dolgon le due cicatrici sulla schiena, silenti testimoni..
Cade il tramonto sui sentieri parti dal ponte levatoio, sulla lucente foresta su
cui s'è seduta una cupola..
Forse non buia, ma tangibile e indistruttibile.. forse..
-Vostra maestà, non ho danzato; il gran ballo è a voi riservato.
-Mio principe impavido, poco conta l'azione: a volte basta soltanto
l'intenzione.
-Mia dama prediletta, mai Vi tradii: nel mio cuore sempre la Vostra voce udii.
-Oh gran cavaliere, non V'infangate: le bugie non verran mai perdonate.
-Nel regno dei cieli non v'è posto per me? Sapevate da molto qual la mia indole
è.
-Non voglio un posto per Voi in Paradiso: soltanto un posto in Voi per il mio
viso.
-Anche all'Inferno trascinarVi potrei?
-Se fosse con Voi, davvero lo vorrei.
-Porgete una mano al sottoscritto penitente, porgete una benda al mio cuore
dolente.
-Il cuor Vostro non duole, ma soltanto la coscienza: poiché dolga davvero
dovrete aver pazienza.
-Non credo mai dorrà quanto un altro: il cuore che ho ferito, splendente come
un astro.
-Attendete che il Vostro realizzi l'errore; per la paura della perdita griderete
di terrore.
-Madame, amata regina di me, non proferite profezia che vera non è.
-Le bugie non sono dell'anima mia; per sempre Costei è volata via.
-Non osate eresie pronunciare; son lacrime che Voi non potete versare.
-SIATE MALEDETTO, O CRUDEL CONDOTTIERO: DAL MIO REGNO PER SEMPRE SARETE
FORESTIERO!
Hai visto la principessa correre dalla sua dama favorita..?
La principessa non ricordava di quando costei le confidò d'aver sognato di
danzar con un signore della corte, stando attenta con i suoi sogni a non
svegliar il marito che le dormiva accanto, nei cui miraggi albergava soltanto la
voce della dama dalle ali di farfalla.
Spezzando il tulle dell'abito che le impediva la corsa, sciogliendo i mille
fiocchi che le immobilizzavano i riccioli d'oro, strappando con le unghie il
belletto bianco dalle guance e mordendo via il rosso della bocca, arrivò da
Madame le Papillon, sua dama prediletta, mentre il rosso delle guance luccicava
di pesanti trasparenze.
-Madame, Madame, ho bisogno di Voi: la mia persona non è più parte di un
"noi"!
-Chi ha spezzato il Vostro cuor di cristallo, chi ha rovinato il Vostro luminoso
ballo?
-Il principe azzurro che dominava i miei pensieri, ch'era la luce mia soltanto
fino a ieri.
-Non più raggi Vi splendon sull'aurea testa? Ditemi, ditemi chi v'ha distrutto
la festa!
-Già vi dissi, mia amica fidata, è stata la persona che tanto avevo amata!
-Non crederò mai a cotanta bugia, voi pronunciate alta eresia!
-Lui anche pronunciò la medesima parola, ma è soltanto il pianto d'una misera
figliola..
-Siate dannata, o impunita ed ingrata: sia maledetta la vostra stupidità
innata!
-Chiedo soltanto la Vostra comprensione: abbiate di me un po' di compassione.
-Ne avrete abbastanza dalla Vostra bocca: oh, mio Dio, cosa udir mi tocca!
Madame le Papillon non s'era avveduta della seta lacerata, dei capelli alle
carezze del vento freddo che tirava, della bocca sanguinante e delle guance
graffiate, né del volto ricoperto di lucida plastica incolore della
principessa.
Le disse che così era impresentabile.
Le disse che al ballo non poteva tornare in quello stato.
Le disse che s'era ridotta così, il principe sicuramente non solo avrebbe di
nuovo desiderato danzare con un'altra, ma non avrebbe mai più danzato con lei.
Le disse che non capiva come una principessa, una principessa!!, non riuscisse a
comprendere che vederla in quello stato danneggiava loro, che erano così
rasserenati dalla vista di una splendente futura regina.
Una splendente principessa.
La Splendente Principessa Morte.
-Oh, dolce Luna, ditemelo in confidenza: come potrò di lui viver senza..?
Volli allontanarlo e lo spinsi nel torrente: come lo ritroverò in mezzo a tanta
gente..?
Rivoglio il suo volto e rivoglio la sua voce, e voglio disfarmi di questa mia
croce.
Ma argentea signora, non voglio sentire.. di nuovo che lui da me vuol fuggire.
Lo amo più della stessa mia vita; eppure da lui parimenti son fuggita.
Ma se lui tornasse da me davvero, non dovrei dargli nessun ascolto, nevvero..?
Oppure dovrei dar retta al mio cuore che suggerisce d'ascoltare solo l'amore?
La ragione e il cuor sono nemici giurati; e mai prima d'ora in me s'eran tanto
duellati.
La sfera d'argento taceva, sapiente.
-Oh, mia silenziosa consigliera, non voglio ancora alzar la bianca bandiera!
La mia corona in qualche luogo ho perso, non riesco più a volger lo sguardo al
cielo terso..
I miei ricci son crespi e le mie vesti strappate, ma nessuno pensa alle cose
lacerate.
Guardo nello specchio e non vedo una regina, ma solo una donna spaventata e
piccolina.
Capitemi almeno voi, sferica dama del cielo, quel che vedo è una donna scialba,
a onor del vero!
Quella con cui mi rimpiazzò, voglio dirlo e lo dirò:
non è una bellezza celestiale, è una damigella veramente normale..!
Mai mi credetti creatura divina: ma una principessa dev'esser carina.
Almeno nel cuore del suo cavaliere, dev'essere la candela più splendente del
braciere.
Forse io non perdetti il suo amore: ma persi sicuramente del suo sguardo il
calore.
Altre mani volle stringere tra le sue, dunque non c'è più posto per noi due..
Tacque la Luna e tacquero le stelle; tacque il cielo e tacque la
principessina piangente.
Mentre guardava l'acqua traboccante dalle rive del torrente, ebbe occasione
nonostante il buio pesto che la circondava di scorgere il suo riflesso tra le
acque.
Sgranò gli occhioni di cielo, quando s'avvide del fatto quegli stessi occhi
fossero divenuti esageratamente grandi.
Le sue guance erano morbide e appena spruzzate di rosso, il suo naso era ora
piccolissimo, la sua bocca un cuoricino in rilievo dalla candida pelle.
S'alzò; i brandelli del vestito per il ballo le ricoprivano completamente.
-.. son forse tornata la piccola principessa, che non doveva preoccuparsi
d'altro che di lei stessa..?
Corse nei prati scuri e inospitali, raccolse margherite che sarebbero
rimaste chiuse per molto, decise che non le importava d'aspettare l'alba per
vederle fiorite.
Non riusciva più ad attendere, la fretta la rincorreva, lei rincorreva il
tempo, il tempo rincorreva l'attesa.
-Un tuffo nel torrente! Con le luci tutte spente!
Non ricordava.. non ricordava che l'acqua ormai era solo un'immensa
pozzanghera.
-Principessina, fai attenzione: lì c'è un fossato fatto di mattone.
Cerca di pensare, di ricordare tutto: lì vi son le rovine del tuo castello
distrutto.
Ma la Luna, se ricordiamo, era la Silente Consigliera.
Ridendo l'ormai bambina si tuffò, perché ride sempre, davanti a tutto, ride
sempre la Splendente Principessa Morte.