-Me lo fai fare un tiro..?
-Sì.. tieni..
Bacio lievemente le tue dita che afferrano la sigaretta. Dita sottili, lunghe, unghie curate. Presto molta attenzione a questo tipo di dettagli.
-.. mh..
Muovi lievemente l'indice sul contorno delle mie labbra, sei la solita stronzetta.
La punta della mia lingua lo rincorre, volere non è una colpa, l'importante è non andare avanti nel proposito.
Non ci riesco quasi mai. Ma questo non ha poi molta importanza.
-..
Al dito fai seguire le tue labbra, le afferri debolmente, vi scivoli ripetutamente, mi sfiori appena ma, Cristo, vorrei violentarti.
Incostituzionalmente bella. Una di quelle bellezze che parlano attraverso il tuo corpo, perché è il tuo specchio.
Quei capelli, quelle pennellate di fiamme. No, non sono fiamme. Sono vene esplose. Uno scroscio di fili color sangue che balla con il vento, quelle pirouettes delicatissime che volteggiano sulle tue spalle. Vuoi negare che sei tu? Intendo, quando strilli, quando mi prendi a pugni per finta, quando te la prendi per un nonnulla.. sei così. 
E sei anche i tuoi occhi, naturalmente. Non è solo il colore, il fatto è che non hanno sfumature, non sono screziati di nulla, sono del colore di cui li vedi da lontano. E sei anche questo.. sei cristallina. Non in tutto, diciamo.. non con te stessa, e nemmeno con altri per ciò che ti riguarda, però non credere, scema, ti si legge tutto in faccia. Non sei poi così misteriosa come vorresti, almeno non per me.
Non per me che ti scruto, non per me che ti osservo sempre, sempre, e, sì, sei bella davvero. Sei bella.
Ti muovi lentamente, mi scivoli sul petto, vi posi un piccolo bacio. Ti appoggio una mano sulla schiena, per avvicinarti di più a me, piano perché non so cosa tu voglia fare.
Ma poi resti immobile sul mio petto, crei il tuo cuscino di riccioli a sinistra, vedo il tuo sguardo farsi distante ma concentrato. Stai ascoltando.
Vorrei capire che cosa tu stia pensando.
A volte lo faccio anch'io. Ascoltarti il cuore, intendo. Non so precisamente *perché* lo faccia, ma qualcosa provo: sento che sei viva.
Non è qualcosa di "rassicurante". Direi piuttosto sia qualcosa di eccitante, e non nel senso strettamente sessuale.. non saprei spiegarlo, è che lo sento, che sei qui, che respiri, che ti muovi, che ci sei. Una *persona*, e una persona per un suo anche evanescente sorriso, anche solo per quei pochi secondi, ha bisogno di me. E' questo che penso.
Ma tu non ti esprimi mai, ti metti in ascolto con quella tua espressione seria e proprio per questo un po' infantile, con però la consapevolezza dei vent'anni. Perché i tuoi occhi sono un po' duri.
Sì, hanno un'iridescenza struggente, hanno una forma perfetta, le coprono tende lunghissime, ma a volte hai uno strano sguardo. Forse qui so spiegarmi.
Non hai bisogno di fingerti la bambola rotta. Questo è tutto.
-.. io tra mezz'ora devo essere a casa.. - altro bacino.
-Perché?..
-Ho promesso a Francesca che avremmo messo in ordine l'appartamento..
-.. quando ti deciderai ad andare a vivere da sola..?
-Costa molto.. però - mordi le labbra piene - se qualcuno fosse disposto a tenermi a casa sua, non esiterei un attimo..
-Ma io vivo con mia madre..
-Appunto, esci di lì.
-Per te..?
-Anche..
-Ehi, ok, tu mi piaci, ma non sei mica così..
-..
-..
-.. importante..?
-Ma no..
Ecco, appunto. Mi stavo giusto chiedendo quando mi sarebbe uscita di bocca la cattiveria giornaliera che ti rivolgo.
Potessi essere fulminato, QUI E ORA..
-..
E tu che non dici nulla, bastarda, coriacea mi fissi sorridendomi.
-Beh, credo sia ora di muoversi. Devo anche farmi una doccia..
Una doccia.
Una *doccia*, la cosa più immensamente stronza che si possa fare dopo essere andati a letto con qualcuno.
Ma ok, ma fottiti, fata, tu e le scopate che ti fai.
..
.. beh, sarei io quello che potrebbe anche andarsene a farsi benedire, ma tant'è..
Mah, non è nemmeno che lei non mi piaccia. Erika mi piace.
Voglio dire.. è una gran gnocca.. non dico sia simpatica, ma divertente sicuro.. è intelligente e ha letto qualcosa di più impegnativo dei "Tre porcellini" nella sua vita..
Quale coglione non se la terrebbe stretta?! Chiariamoci: non è che la tratti male. La tratto pure troppo bene.. la riempio di regali, la tratto con una gentilezza che non solo *lei* non meriterebbe, ma *nessuna* donna meriterebbe e, soprattutto, non sono un "donna-lavora" (nuova definizione coniata dalla nuova generazione per il maschilismo generalizzato di bassa lega). Non che sia una cosa di cui vantarsi, l'ultima frase.. credo sia il minimo, ma il resto del mondo la pensa diversamente, credo.
Ma poi chi cazzo se ne frega?! Il diritto di comportarmi così non ce l'ho e basta, fossi pure il più galante gentiluomo (nonché unico, gradirei sottolineare) rimasto sulla faccia della terra.
Oltre che poco furbo, perché dire a un pezzo di figa del genere che non me ne sbatte niente di lei non è nemmeno un sintomo di grande arguzia.. senza contare che poi non è così vero.
No, non ci tengo a lei.
Però non è che me ne freghi.
Nel senso.. la vorrei con me.
Però non è abbastanza importante, per me, per tenercela.
.. mi rendo conto che non ha poi molto senso..
.. e mi rendo conto che, a ben guardare, di senso non ne ha proprio nessuno..
MA VAFFANCULO, ERIKA, CAZZO!
Ma porca troia, non esiste che mi faccia tutte 'ste seghe mentali per una tipa qualsiasi.
Gnocca quanto vuoi, divertente quanto vuoi, intelligente quanto vuoi, ma in fondo ne trovo tante come te.
In fondo trovo stupido dire a una persona che è perfetta per noi.. possiamo trovarne mille altre che sono perfette per noi allo stesso modo; dunque non vale la pena di struggersi per una, no? Ho ventitré anni appena compiuti e posso avere tutte le donne che mi va, se non ascolto mia madre che, poveretta, mi supplica di "trovare una brava ragazza e mettere la testa a posto". Aspetta e spera..
Se devo dire la verità qualcuno me l'ha detto che mi comporto da cretino, e non ha tutti i torti. E tirano fuori sempre lei.
Sara, Sara, Sara.
-Eri..
-Sì?
-La doccia la fai più tardi, dai..
-Ormai sono in bagno!
-Esci!
-Nuda?
-Anche..
-Ma non ho parole! Abbiamo appena finito!
-E allora..?
-.. Marco.. NO.
-.. ok..
Appunto per questo.

*

Non serve che continuino a ripetermelo.
Quando uno si convince di qualcosa, è fatta. Specie se la convinzione è così profondamente radicata come la mia.
C'è poco in cui creda, però una cosa la so.
Un po' di tempo fa girava una canzone che a un certo punto citava il famosissimo "Ciò che non uccide fortifica".
E io quel tipo che la cantava l'avrei preso a calci nelle gengive.
Ma dove ha vissuto?! Se non ti ha ucciso vuol dire che ti ha lesionato di brutto. Coglione.
Pensa ad un infarto, per esempio. Magari non ti uccide, però per tutta la tua vita vivrai con la paura costante che il cuore si fermi, perché non è più sano e integro.
Se ti rompi un braccio, poi anche se si riaggiusterà ti farà male ad ogni cambio di stagione.
.. e da allora ogni stagione è inverno.. e mi fa ancora male..
Sta' zitta, vocina del cazzo. Fai silenzio.
Dicevo.
Quando qualcosa si è spezzato, secondo me può rimettersi a posto, ma non è che si *guarisca*.
Non rimangono solo le cicatrici, ma anche le conseguenze.
Non sarai più forte, a meno che la forza non sia intesa come la determinazione a non spezzarsi nuovamente il braccio. Quello sì.
Però non so se quella sia una forza. E' una cieca volontà che ti fa passare sopra tutto, ma quando vedrai una schiera di cadaveri dietro di te, capeggiati dal tuo, a volte ammetto che ti chiedi se ne valga la pena.
Comunque non fa niente. Tanto nel mio caso è un altro discorso.
Chi lo dice che la forza non si acquisisce? Io l'ho acquisita. Non sto mai male per niente, e questa è forza.
Tutti a modo loro confutano la geniale "Puoi essere felice con qualsiasi donna, a patto di non esserne innamorato". Scherziamo? E' il mio stile di vita. In fondo, non è una forzatura, per me.
Non sono mai stato realmente innamorato di nessuna. Non me lo sarei concesso comunque, ma non ci ho mai perso la testa.
Ad esempio, voglio bene ad Erika, davvero. Mi piace da morire. La stimo.
Ma non ne sono innamorato.
Le voglio bene più che a tutte le altre con cui sono stato, e mi piace più di tutte le altre con cui sono stato. La stimo più di tutte le altre con cui sono stato.
Però non ne sono innamorato. L'amore non è solo l'unione dell'affetto (per quanto profondo) con l'attrazione fisica (per quanto profonda).
Voglio dire, dev'essere qualcosa di più, perché se è così l'ho provato più di una volta, però non ci ho mai sofferto. E non mi sembra di soffrire nemmeno con lei, non è dolore questo.. sto solo riflettendoci. Ogni tanto. E nemmeno troppo, perché non è che una cosa simile m'influenzi la vita, morto un papa se ne fa un altro, ho sempre vissuto così.
Potrei tradirla, ora come ora. Anche pesantemente.
Se ami qualcuno non lo vuoi tradire, giusto? Se l'amassi strapperei dalle ante dell'armadio tutte quelle foto di gnocche rifatte da televisione, magari.
Se l'amassi cercherei di farla felice e le direi che è la donna della mia vita.
Se l'amassi sentirei che lei è quella *giusta* per me, l'altra metà della mela che tutti aspettano e altre simili confortanti stronzate.
Se l'amassi non avrei nemmeno tutti questi dubbi su un nostro improbabile ma possibile amore.
Se l'amassi smetterei di comportarmi come il tipico caso che dopo la tipica scottatura assume il tipico atteggiamento di chi non ama nessuno.
Ma io non ho mai amato, ed è questo che nessuno riesce a capire, non mi sono mai trovato nella situazione di dovermi imporre una distanza.
.. oltre ai silenzi saturi che ti esplodono in gola.. mentre le annulli tangibilmente, espandi le distanze a un orizzonte che nemmeno vedi..
MA TE NE VUOI TACERE?!
Erika mi piace e basta. E' qualcosa che voglio m'invidino, ma che fra un mese per conto mio possono tranquillamente avere.
-Hai finito la doccia?
-Sì, ho finito.
-Andiamo? Ti accompagno.
-Sì, andiamo.

-.. beh?..
-Cosa c'è?
-Non mi rivolgi la parola da che sei entrata in macchina..
-Sono solo stanca..
-Anch'io, però non dico un'orazione, ma almeno un paio di commenti sul tempo..
-Bel sole oggi. Ma credo si stia rannuvolando.
.. e vaffanculo anche te, va', che infili fatalismi anche su un commento sul tempo..
-Magari viene un temporale - azzardo, sfiduciato.
-Già. Credo che potrebbe spazzare via quelle nuvole.
-Farebbe un disastro, con il caldo secco che c'è stato finora..
-Sì, però se continua ad aspettare, si seccherà sempre più. 
-Ma..
-Comunque, per ora vado a prendere il sole e ad ustionarmi un po' in giardino. - mi interrompi senza guardarmi negli occhi, solo sistemandoti invano i capelli che continueranno a vorticare per via del finestrino spalancato sull'estate romana.
-.. siamo arrivati a casa tua.
-Lo vedo.
-Ciao..
Non mi rispondi se non con un cenno della mano, ignorando il mio viso che si sporge timidamente. Mi volto brusco, torno a casa.

-Ma che cazzo..
Un foglietto striscia sotto lo stipite della porta. Lo raccolgo.
E' scritto con la calligrafia curvissima ed incomprensibile di Erika.. ecco cosa stava facendo in bagno..
Apro il foglietto, è un testo in inglese. Riconosco il titolo.. una canzone di parecchi anni fa, di cui non mi premurai di cercare il testo. Che stupido.

"When you feel all alone
And the world has turned its back on you
Give me a moment please to tame your wild wild heart
I know you feel like the walls are closing in on you
It's hard to find relief and people can be so cold
When darkness is upon your door and you feel like you can't take anymore

Let me be the one you call
If you jump I'll break your fall
Lift you up and fly away with you into the night
If you need to fall apart
I can mend a broken heart
If you need to crash then crash and burn
You're not alone

When you feel all alone
And a loyal friend is hard to find
You're caught in a one way street
With the monsters in your head
When hopes and dreams are far away and
You feel like you can't face the day

Let me be the one you call
If you jump I'll break your fall
Lift you up and fly away with you into the night
If you need to fall apart
I can mend a broken heart
If you need to crash then crash and burn
You're not alone

And there has always been heartache and pain
And when it's over you'll breathe again
You'll breath again

When you feel all alone
And the world has turned its back on you
Give me a moment please
To tame your wild wild heart

Let me be the one you call
If you jump I'll break your fall
Lift you up and fly away with you into the night
If you need to fall apart
I can mend a broken heart
If you need to crash then crash and burn
You're not alone"

..
Il fatto è che è sempre così.
C'è sempre quel qualcuno che arriva e, con la frase magica e il gesto indimenticabile, crede e pretende di cambiare te, la tua vita e la tua storia.
Le persone non cambiano. Rimangono sempre sostanzialmente sé stesse, a meno che non siano loro a decidere di dare una svolta.
Se volevi darmi semplicemente un incentivo, potrei perdonarti.
Ma non puoi, Erika, volere ch'io sia diverso.
Forse potresti cambiarmi, sì. Se scoprissi d'amarti, potrei anche staccare le foto dall'armadio e lasciar perdere la mia stessa voce. Per decisione mia, e conseguenza alla scoperta di quel che provo.
Forse potresti cambiare la mia vita. Se scoprissi d'amarti, potrei anche voler rimanere con te, e tu potresti anche essere la donna che voglio con me finché non ricorderò nemmeno il mio nome, ma il tuo sì, inciso sulle pareti della mia mente.
Ma c'è una cosa che non puoi cambiare, ed è lo spazio di tempo in cui nella mia vita non c'eri.
Purtroppo, ventitré anni a un mese vincono senza possibilità di dubbio.
Vedi Erika, a volte nella vita ti capita di volere qualcosa intensamente.
Se sei una persona sana, allora combatti per quel qualcosa e il momento in cui getti la spugna può venire perfino dopo, ma comunque mai prima, del momento in cui ti rendi conto che non c'è proprio niente da fare per ottenerlo. Anzi, spesso proprio quella consapevolezza riesce a darti forza. E magari è proprio quella forza, a farti ottenere quella cosa che volevi così tanto.
In caso contrario, il momento in cui capisci che c'è una possibilità è quello in cui ti arrendi.
La mente umana è fatta anche di ricordi.
Alcuni ti fanno sorridere.
Alcuni ti fanno piangere.
Alcuni ti fanno arrabbiare.
Alcuni invece ti fanno comportare da stupido.
Ce ne sono alcuni che non si limitano a rimanere ribollenti nella stanza dei ricordi: girano per la tua mente, colonizzano il castello, si appiccicano alle pareti, alzano le mura che lo circondano. Scavano i fondali del fiume che cinge il maniero e lo rendono tremendamente profondo, oscurano le acque e vi soffiano venti turbinosi.
Insomma, con quegli occhi, dovresti saperlo anche tu.
Non è che non voglia innamorarmi di te.. ma semplicemente, non mi attrai abbastanza da rischiare tutto.
Tutto cosa?!, ti chiederai.
Per me, quel "cosa?!" è tutto.
Non saprei darvi un'esatta definizione.. suppongo si tratti della mia sicurezza di andare avanti con un bel sorriso. Oppure semplicemente della capacità di riprendermi subito da una delusione. Non lo so, non lo so.. non chiedermi cosa sto ricordando.. non posso scegliere cosa ricordare e cosa no, e finché riesco ad ignorarlo, non pensarci tu.. PER FAVORE, non interessarti a me.. non così..
E TU, stronzo di un telefono, non mi rompere i coglioni proprio adesso.
..
.. ma inculati..
-Pronto?!
-..
-Chi è?!
-..
-CHI CAZZO E'?!
-..
-Ma vaffanculo..
Tututututututu..
.. merda, magari era lei.. magari era Erika che voleva dirmi qualcosa e non riusciva..
Ma sì, ma poi cos'avrebbe potuto volermi dire..?
E poi che me ne frega?! Impari a farsi i cazzi suoi, una volta tanto, mica è mia madre, nè mia moglie.
Sì, beh, non che sia il tipo da volerlo essere, la mia Eri. Non ha la minima intenzione di aver figli e non crede nel matrimonio, non vuole la classica famigliola felice che io aborro, un po' ci assomigliamo, direi anche parecchio, tranne che caratterialmente.
MA CHE ME NE FREGA?!
Basta; basta, basta, basta.
La chiamo e le dico che, guarda, è stato bello, ma non sono innamorato e non voglio ferirti. Ciao ciao bella Eri.
Non mi crederà, ma pazienza. Meglio non ferirla mai.
Anzi, meglio non starci a pensare e basta.
Di più; che m'interessa? Farò il bastardo, non mi farò trovare, la tratterò male, la tradirò, mi lascerà lei.
Sì, ma ci starebbe male anche, che cazzo.
Che faccio?
"Ti lascio perché ti preoccupi troppo per me"?
Ma non è nemmeno che mi scassi perché mi sta addosso, non mi sta addosso, solo che non voglio che scavi più di così.
Non voglio innamorarmene.
.. beh? Non ne sono innamorato, no? Quindi non è che me lo stia proibendo.
Di Erika non m'interessa niente. NIENTE.
.. ma fottiti, và, piccola stronza...
-Ancora 'sto telefono della minchia..! PRONTO!
-..
-Ma chi sei?! Eh?! Mi spieghi perché rompi il cazzo a me?!
Un sospiro. Eccola là.
-ERIKA, LA VUOI DIRE UNA PAROLA?!
-Mh..
-Come "mh"? Non si può andare avanti in questo modo, non ne posso più!
-.. come?..
-No, nulla. Dimmi.
-..
-Perché non parli?
-.. è che..
-E' che..?
Finiscila con quei tuoi silenzi. Non sono silenzi, le tue parole sono nascoste nella pancia delle bambole delle tue bugie.
-.. ho un po' paura a parlarti..
...
.. bene, Erika, l'hai detta anche tu la tua cattiveria giornaliera, eh?..
-Paura? Di me? Senti, capisco tutto, ma a momenti il papa è più violento di me..
-Ma no. Non di te. E' che capisco che vuoi lasciarmi, e così voglio evitare di dirti parole a cui tu possa aggrapparti per farlo.
.. e io che pensavo di farmi troppe seghe mentali.. Cristo, questa non ha fatto che pensarci..
-Non voglio mica lasciarti, io!!
-Sì invece. Lo vuoi. Lascerai me come hai lasciato le altre e come lascerai mille altre ancora.
-.. ma..
-Quindi, prima che tu lo faccia, ti lascio io. Magari un giorno ti preoccuperai anche tu.. magari..
-..
- .. magari un giorno ci sarà una ragazza che ti piace davvero tanto.
-..
-Una ragazza paziente, che ti ispiri abbastanza fiducia da dirle cosa non va e magari cercare di risolvere quel qualcosa. Una che.. - respiri -.. una che possa starti vicino sapendo che sei ancora segnato da qualcosa, o qualcuno, e che sarà lei a rimetterne.
-Ma se tu..
-E lei - .. anche tu eri disposta.. - E lei differirà da tutte quelle che ci sono state prima, perché tu *vorrai* che lei ti faccia stare meglio, e sarà quella la donna della tua vita.
Imposti una voce sorridente, ma ogni tanto la sento vacillare.
-Quindi, Marco, ti auguro buona fortuna. Se la conoscerai, sarò la prima ad esserne felice, davvero.
-..
-Ci sentiamo, Marco. Magari quando sarò un po' più distaccata nei tuoi confronti, ok?
-..
-Ciao!
-Ciao, Eri..
Tututututututu...
.. avrei potuto trattenerti.
Avrei potuto fermarti e dirti che non avevo la minima intenzione di lasciarti.
Avrei potuto dirti che no, non ci sarà mai una che m'interessi a tal punto, se non sei stata tu, che non c'è pericolo tu sorrida per me.
Avrei potuto partire, giusto un momento fa, con le chiavi della macchina e venire da te.
.. ma non ti amo, fatina vermiglia, non ti amo abbastanza, e non farò nulla di tutto questo, guarderò un po' di tv e aspetterò con calma stasera, quando troverò una nuova ragazza che mi scoprirò, ricoprirò d'attenzioni, illuderò e non amerò mai.
Questa è la vita che ho sempre fatto, e cambiare sarebbe stupido, no? E poco rassicurante, soprattutto. Quanto la tua voce che mi sorrideva al di là d'un filo che non mi lasciava osservare la tua espressione.

*

-Ehi, ma vi siete lasciati?
-Che ne sai te?
-Me l'ha detto lei..
-Tsk..
-Lascerai che lo dica almeno alla sua migliore amica, o no..?
-Ma sì, ma sì. Non è che m'interessi se te lo dice.
-E dunque? Qual è il problema?
-E secondo te io vengo a dirtelo?
-Non si sa mai, tanto ci perdo, io, a chiedertelo.
-Bene. Allora ciao.
-..
-.. e non farmi il muso, adesso..
-.. in fondo cosa ti costa dirmelo?
-Dirtelo, nulla. E' il dopo. Conoscendoti, minimo attueresti su di me una perizia psichiatrica.
-Vaffanculo. Di te non m'interessa mica niente.
-Allora osa stai qui a farmi il terzo grado..?
-Per sapere cos'è successo con Erika, no?!
-E chiedilo a lei!
-Cosa ti costa dirmelo tu?!
-Ma non mi va! Lei è la tua migliore amica, no?! Te lo dirà meglio di me!
-Non vuole dirmelo.
-..
-..
-.. scherzi?
-No. Guarda che lei è più riservata di quel che tu pensi.
-Che intendi?
-Intendo che sono la sua migliore amica perché so tutto quello che le succede, e lei mi fa praticamente da psicologa. Ma non perché io sappia cosa le passa per la testa.
-..
"-.. e quindi, Marco, ho un po' paura di quello che si aspettano da me..
-Dai Eri.. hai vent'anni e non devi rendere conto a nessuno. Mettitelo in testa.
-Non voglio che capiscano che dipendo dalle loro aspettative. Però, non voglio nemmeno deluderli.
-Gliel'hai detto, questo?..
-No. Mica parlo degli affari miei agli estranei."
C'era qualcuno che non ti fosse estraneo, piccola fiamma?
Tu di me ti eri fidata, *** porco.
MA PERCHE' CAZZO NON POTEVO AMARTI COME TU AMI ME?!?!
.. volere non è una colpa, l'importante è non andare avanti nel proposito.
-'Sti cazzi, Cristo santo.. 'sti cazzi..
-Che stai dicendo..?!
-Ah..?
-Parlavi da solo?
-No.
-Ah, allora te ne freghi di quel che le passa per la testa?
-NO!!!
-Allora sei un caso disperato, mi dispiace..
-Già. Definizione perfetta..
-..
-..
-.. e levati quell'aria cupa, ti stona su quella faccia di merda..
-Sì, eh?..
-Sì. Che tono da cane bastonato. Vai da lei.
-.. senti, non farti gli affari altrui più di quanto ti compete. E' lei la tua migliore amica. Non io.
-Lo so, ma se lei non mi ascolta, fallo almeno tu.
-Farò un po' quello che mi pare, eh?!
-Scusa.. non è che pretendessi di illuminarti. Solo che mi dispiace che stiate male.
-Ma dai, non preoccuparti. Non ci sto tanto male, credo che Erika stia male di più.
-Beh, ovvio..
-..
-..
-.. devo andare da lei, eh..?
-Già.
-..
-..
-.. ehm..
-"Grazie Marta".
-.. grazie..
-.. "Marta".
-.. Marta.
-E ora ripetiamo assieme entrambe le parole! Puoi farcela! "Graaaa.."
-Grazie, Marta! Ci vediamo!
-Spero proprio di NO, invece..

*

Può darsi che non abbia capito niente..
.. da quando cazzo sono così lunghi, i corridoi di 'sta facoltà?
Può darsi che non sempre, l'illuminazione arrivi sempre come un insieme di fotogrammi che ti si sbatte in faccia..
.. merda ho investito il prof..
Può darsi che non capirò mai davvero il motivo delle puttanate che ho fatto..
.. ma fottiti anche te, cambiamelo pure il 27 dell'ultimo esame..
Può darsi che tu sia davvero la donna che sposerò, madre dei miei figli e a cui non farò che pensare assecondandola sempre..
.. non mi sento più le gambe, Dio, qua rischio d'ammazzarmi per le scale e non essere l'unica vittima..
E se non ti chiedo si sposarmi, di essere madre dei miei figli e qualche volta vorrò litigare con te..
.. ti pensavo sempre, amore mio..
.. significa davvero che tu non sia la donna della mia vita..?
.. l'ultima porta..
-ERIKA?!
Tranquillissima, raccoglievi il libro d'inglese mentre tenevi in bilico lo zaino su un ginocchio.
-Ah, Marco! Dimmi!
In classe ci sono solo sei o sette studenti, che stanno comunque uscendo.
-C'è qualcuno in questa classe ora?
-No, è libera. Perché?
-Come PERCHE'?! E' ovvio, ho qualcosa da dirti!
-Ah.
-.. così non mi faciliti la cosa..
-Sì, lo so. Solo che voglio far finta di non sapere che mi stai chiedendo di tornare con te e farti sudare ogni singola parola.
-.. ormai mi hai anche sollevato dall'impegno..
-Merda! Che stupida.
-Come lo sapevi, tu, scusa?..
-Beh, il tuo ex a cui sei sicura che piacevi ancora un po' arriva da te di corsa, urla il tuo nome e ti chiede di parlare: o ha lasciato a casa tua il portafoglio, o vuole tornare con te.
.. non so se prenderti a schiaffi, o sbatterti contro la cattedra e lasciare il resto a giurisdizione esclusiva delle mie parti basse.
Insieme sarebbe troppo di cattivo gusto, per come sono abituato io.
Credo sceglierò la seconda. Giusto perché mi sorridi e quando tu sorridi, beh.. lo sai anche tu, lo sa chiunque ami sul serio. Ora anch'io, guarda te.
Quasi te lo dico.
-Perché io, Erika..
-Sai, Marco..
............................................................................................................. merda..............................................................................................................
-Dì pure.
-Parlo io?
-Sì.
Ma fai presto, prima che cambi idea, perché se voglio dirti che ti amo intendo farlo finché lo sento.. e voglio andare oltre a quel maledetto limite.. FINCHE' POSSO, e affanculo me che prima ero tra quegl'idioti che non credono che ogni attimo è una vita, ma sbandieravo orgogliosamente il mio credere la vita sia fatta di attimi, una catena, una collana, e forse e così, ma non voglio crederci più. Ti regalerò la collana della mia vita, te la regalerò perla per perla, ogni attimo con te diventerà una perla così lucente che, davvero, confermerà la mia nuova certezza che un attimo possa davvero racchiudere una vita intera..
.. e il tuo sorriso, quello lo può di certo..
-Non ci torno, con te.
.. lo può di certo.
-Erika..
-No, senti Marco, non c'è storia. Non esiste la ragazza che cambia il protagonista ferito e lo rende felice. L'hai detto tu stesso.
.. non intendo cambiare, però.. Dio..
-.. però, non è nemmeno quella la questione, Eri. Non è che sia una cosa così.. improvvisa. Probabilmente rimarrò lo stesso! Ma io.. con te..
-..
-.. io volevo starci..
-L'ho capito, sì. L'ho capito. Solo che, credo di non averne la pazienza io. Non posso farti da balia.
-Ma fino a ieri dicevi che..!
-Sì. Almeno finché non mi hai lasciato; intendo.. uno può sopportare tutto, finché l'altro non gli dà il colpo di grazia. E allora, non c'è niente da fare, automaticamente perde fiducia.
-Ma..
-E persa quella, inevitabilmente perdi un pezzetto d'amore.
Mi sorridi.
-Provaci almeno, Eri..
-Io? Perché IO? Potevi provarci tu.
Ora sei.. un po'.. fai un po' paura.
-..
-Potevi provarci tu, e non l'hai fatto. Hai preferito rinunciare a tutto, per paura. Perché IO, ora, dovrei farti da balia come ho detto prima?
-.. perché..
-IO, che sono ed ero spaventata quanto te, perché dovrei farlo io?
Il tuo tono sta tornando calmo. I tuoi occhi sono calmi. Non ci sono più fiamme.
".. if you need to crash then crash and burn, you're not alone.."
E se volessi abbattermi e bruciare, Eri, da chi andrei io allora..?

Forse una gelida vampata blu, come un rogo di mercurio.

 

E' venuto un temporale terribile, questa notte. Ci sono stati alcuni tuoni, ma lampi pazzeschi e alla fine è arrivato un fulmine che ha quasi spezzato l'altissima magnolia del mio giardino.
A Roma, tutti i vecchietti nelle piazze commentavano questa specie di uragano che si è abbattuto sulla capitale, ormai quasi inaspettato. Mentre camminavo, li sentivo biascicare costernati dei commenti piuttosto ovvi e banali, che non avevo voglia di sentire, e allora sono corso via.
-E' arrivato troppo tardi, già..
-C'è stata troppa siccità, e che cazzo..
-Eh, ci credo che ha distrutto tutto.. un disastro così..
-I tetti rovinati, l'acqua dentro casa..
-Sì, sì.. voglio vedere ora a ricostruire tutto..
Questo era pure un mio mezzo parente, ma prenderlo a pugni sarebbe stato ancora poco..
Infilo gli auricolari nelle orecchie, premurandomi di schiacciarveli bene a fondo, e mentre cammino evito accuratamente le pozzanghere sporche che decorano tetramente le pittoresche vie sfondo della mia vita.
Come se invece di una pioggia ci fosse stata una grossa esplosione nella piazza, come un Big Bang, e tutte queste pozzanghere fossero solo dei pezzetti di qualcosa che si è rotto.